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Ex-Motofides Marina di Pisa PdR

Ex-Motofides Marina di Pisa PdR

Ex-Motofides di Marina di Pisa, l’appello a rinnovare il Piano di Recupero

L’appello per l’area Ex-Motofides arriva dall’associazione ambientalista “La città ecologica”

Pubblicato il 1 Dicembre, 2021

L’appello arriva dall’associazione ambientalista “La città ecologica”.

L’Area Ex-Motofides di Marina di Pisa, dopo la demolizione nel 2007 del complesso che ospitava una fabbrica di aviogetti della FIAT, è stata oggetto di un progetto di realizzazione di insediamenti residenziali e commerciali intorno al porto turistico.

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«Il Piano di Recupero “ex-Motofides” a Marina di Pisa è stato approvato nel dicembre del 2006.

L’Art. 110 della Legge Regionale n. 65/2014 al comma 1 fissa in 10 anni  il termine entro il quale i piani attuativi devono essere realizzati e stabilisce, al comma 3, che decorso tale termine “il piano diventa inefficace per la parte non ancora attuata”.

  Quindi il PdR è scaduto».

Inizia così la nota stampa diffusa dall’associazione ambientalista “La città ecologica”, che continua:

«Non è possibile a nostro avviso andare semplicemente al rilascio di permessi a costruire ma è necessario procedere all’adozione di un nuovo Piano di Recupero da parte del Consiglio Comunale.

Sarebbe una buona opportunità per procedere ad un deciso ridimensionamento delle volumetrie previste; sono passati 15 anni dall’approvazione e quelle previsioni appaiono ormai frutto quasi di un’altra epoca storica in cui la consapevolezza della centralità ambientale era patrimonio di uno sparuto gruppo di ambientalisti.»

Nel 2017 la “Boccadarno Porto di Pisa Spa”, la società realizzatrice del porto di Marina e responsabile del progetto relativo all’area Ex-Motofides, aveva perfino concluso accordi con investitori internazionali che potessero contribuire alla realizzazione dell’obiettivo. Dopo di che, non ci sono stati sviluppi progettuali concreti.

«Oltre 50.000mq di superfici utili da realizzare, circa 300 appartamenti, vaste superfici commerciali, edifici fino a 4 piani e fino a 13m di altezza. La vista verso la foce del fiume e le Apuane compromessa, con una grave lesione del patrimonio paesaggistico.

Si ridimensioni il tutto e si proceda all’elaborazione di un nuovo Piano di Recupero» è l’appello finale dell’associazione.

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