Pubblicato il 3 Febbraio 2026
L’analisi della Fondazione Gimbe sullo stato di attuazione della norma
A distanza di 18 mesi dall’approvazione del decreto legge sulle liste d’attesa, per i cittadini non si registrano ancora benefici tangibili. È quanto emerge dall’ultima analisi indipendente della Fondazione Gimbe, che segnala come manchino all’appello due decreti attuativi fondamentali, rendendo di fatto incompleta l’applicazione della riforma.
I numeri del 2025 e i limiti della Piattaforma nazionale
Nel corso del 2025 sono state erogate 57,8 milioni di prestazioni sanitarie, tra visite specialistiche ed esami diagnostici. Tuttavia, secondo Gimbe, la Piattaforma nazionale per le liste d’attesa (Pnla) non consente di capire dove e perché si generano i ritardi. I dati disponibili risultano aggregati, poco leggibili e privi di dettaglio territoriale, senza distinzioni tra Regioni, aziende sanitarie, tipologia di prestazione o tra pubblico e privato accreditato.
Inoltre, si stima che circa il 30% delle prestazioni venga erogato in regime di intramoenia, un elemento che la piattaforma non riesce a rappresentare in modo chiaro e trasparente.
Prestazioni monitorate ma informazioni poco utili
La Pnla raccoglie informazioni su 24,2 milioni di prime visite specialistiche e 33,6 milioni di esami diagnostici, ma secondo Gimbe non è di reale utilità per i cittadini. Gli indicatori utilizzati per misurare il rispetto dei tempi di attesa sono definiti incomprensibili, e non permettono confronti tra territori o strutture sanitarie.
Tra le 17 visite specialistiche monitorate, cinque – oculistica, dermatologia/allergologia, cardiologia, ortopedia e otorinolaringoiatria – rappresentano oltre il 54% della domanda totale. Per quanto riguarda i 95 esami diagnostici, la metà delle prestazioni si concentra su dieci tipologie, in particolare ecografie, ecocolordoppler e radiografie.
I decreti mancanti e le criticità organizzative
Secondo quanto riportato dal Dipartimento per il Programma di Governo, al 1° febbraio 2026 risultano pubblicati solo quattro dei sei decreti attuativi previsti. Restano ancora da adottare:
- La definizione di una metodologia nazionale per il fabbisogno di personale del Servizio sanitario nazionale
- Le linee di indirizzo per un nuovo sistema di disdetta delle prenotazioni e di ottimizzazione delle agende del Cup
Entrambi i provvedimenti non hanno una scadenza definita, rallentando ulteriormente l’efficacia del decreto.
Le promesse non mantenute sulla Pnla
La prima versione della piattaforma è stata lanciata il 26 giugno 2025, con l’annuncio di successivi aggiornamenti. Agenas aveva promesso una versione 2.0 entro fine 2025, con dati consultabili per Regione, azienda sanitaria, pubblico e privato accreditato, oltre a una versione 3.0 con informazioni in tempo reale nel 2026. Ad oggi, però, la versione pubblica resta quella iniziale, limitata a dati nazionali aggregati.
La valutazione di Gimbe
“Dopo mesi di annunci e dichiarazioni ufficiali – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – il decreto sulle liste d’attesa non ha prodotto alcun beneficio concreto per cittadini e pazienti”.
Secondo Cartabellotta, la forte domanda di visite specialistiche riguarda spesso ambiti lontani dalle competenze della medicina generale, mentre per molti esami diagnostici di primo livello la letteratura internazionale stima una quota di inappropriatezza pari ad almeno il 30%. Un elemento che rende ancora più urgente un sistema di monitoraggio chiaro, dettagliato e realmente utile alle politiche sanitarie. Fonte: Ansa

