Pubblicato il 3 Giugno 2026
Nuove verifiche concluse: nessun elemento contrario alla concessione della grazia
La Procura Generale di Milano ha confermato il proprio orientamento favorevole sulla grazia concessa a Nicole Minetti dal Presidente della Repubblica lo scorso 18 febbraio. Secondo quanto comunicato dal procuratore generale Francesca Nanni, gli approfondimenti svolti nelle ultime settimane non hanno evidenziato alcun elemento nuovo in grado di modificare il quadro già valutato durante l’iter che ha portato alla concessione del provvedimento.
Nella relazione trasmessa al Ministero della Giustizia si legge infatti che le notizie di stampa che avevano determinato ulteriori accertamenti “non corrispondono al vero” e che non sono emersi fatti incompatibili con le valutazioni già effettuate dalle autorità competenti.
Il fascicolo torna al Ministero della Giustizia
I risultati delle nuove verifiche sono stati inviati al Ministero della Giustizia, che dovrà predisporre una propria relazione da trasmettere alla Presidenza della Repubblica.
Nel frattempo, per il 12 giugno è prevista un’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano. L’incontro dovrebbe formalizzare l’estinzione della pena residua che Minetti avrebbe dovuto scontare in affidamento, alla luce della grazia già riconosciuta alcuni mesi fa.
Indagini affidate a Carabinieri e Interpol
La Procura Generale ha ricostruito il percorso che ha portato alle verifiche supplementari, affidate ai Carabinieri e all’Interpol. L’obiettivo era accertare la fondatezza delle informazioni pubblicate da alcuni organi di stampa e successivamente riprese da altre testate.
Secondo la nota, l’ufficio guidato da Francesca Nanni ha operato nel rispetto dei principi indicati dalla Corte Costituzionale e delle richieste formulate dal Ministero della Giustizia. Una volta conclusi gli approfondimenti, tutta la documentazione raccolta è stata trasmessa alle autorità competenti.
Le verifiche richieste dal Quirinale
Dopo la pubblicazione di nuove notizie sulla vicenda, il Presidente della Repubblica aveva chiesto al Ministro della Giustizia di acquisire urgentemente ulteriori informazioni per verificare la fondatezza delle affermazioni diffuse dai media.
A seguito di tale richiesta, il Ministero ha autorizzato la Procura Generale a svolgere nuovi accertamenti, poi confluiti nella relazione inviata oggi.
La Procura afferma che non risultano segnalazioni di reato, procedimenti pendenti o indagini aperte in Uruguay e in Spagna nei confronti dei due. Le verifiche effettuate presso le autorità competenti non hanno infatti fatto emergere alcun elemento di rilievo penale.
La relazione finale inviata al Ministero
Concluse tutte le verifiche, la Procura Generale ha raccolto e sintetizzato i risultati in una relazione ufficiale trasmessa al Ministro della Giustizia insieme alla documentazione acquisita.
L’obiettivo, conclude la nota, è consentire al Ministero e alla Presidenza della Repubblica di adottare le determinazioni di rispettiva competenza sulla base di un quadro informativo aggiornato e verificato. Fonte: Ansa

