Pubblicato il 20 Settembre 2026
Una colonna di fumo nero è comparsa nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale di Riad, in Arabia Saudita, mentre il Paese era in stato di allerta per una possibile minaccia aerea. Il sistema di monitoraggio FlightRadar24 ha inoltre rilevato ritardi e cancellazioni di diversi voli.
L’episodio arriva poche ore dopo l’allerta diffusa sui telefoni dei cittadini sauditi nella notte tra venerdì e sabato. Il messaggio segnalava una “minaccia aerea ostile”, un avviso che, nell’attuale escalation con gli Houthi yemeniti, ha interessato per la prima volta anche la capitale saudita.
A Riad sarebbe stata inoltre avvertita un’esplosione, ma al momento non risultano vittime.
Gli attacchi rivendicati dagli Houthi
Nella serata di sabato, gli Houthi hanno dichiarato di aver lanciato missili balistici e droni contro quelli che hanno definito obiettivi “sensibili” nella capitale saudita, oltre a un impianto della compagnia petrolifera Aramco situato a Yanbu.
L’escalation si inserisce in una fase particolarmente delicata del conflitto yemenita. Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno recentemente ampliato la propria presenza lungo la costa del Mar Rosso, conquistando la città di Mokha e l’isola di Perim.
Si tratta di territori di grande importanza strategica, poiché si trovano lungo una delle principali direttrici del traffico marittimo regionale. Il controllo di quest’area assume un peso ancora maggiore per l’Arabia Saudita dopo le difficoltà legate alla navigazione nello Stretto di Hormuz, che hanno complicato le esportazioni di petrolio verso i mercati asiatici ed europei.
L’avanzata degli Houthi rappresenta una delle più significative espansioni territoriali del gruppo degli ultimi anni e ha riportato al centro dell’attenzione la guerra civile yemenita, iniziata oltre un decennio fa.
Il messaggio degli Houthi all’Italia
Nel frattempo, gli Houthi hanno cercato di chiarire la propria posizione nei confronti dell’Italia dopo l’attacco del 17-18 settembre contro la base aerea saudita di Ta’if, durante il quale un Eurofighter F-2000 italiano è stato colpito e danneggiato.
Il gruppo yemenita ha precisato di non considerare l’Italia un Paese con cui è in guerra, pur invitando Roma a non sostenere operazioni militari contro lo Yemen.
Nasruddin Amer, vicepresidente dell’autorità per i media degli Houthi e presidente del consiglio di amministrazione dell’agenzia Saba, ha dichiarato a LaPresse che il gruppo non vuole un coinvolgimento italiano in azioni ostili contro il proprio Paese.
Amer ha inoltre sostenuto che il principale confronto militare degli Houthi rimane quello con l’Arabia Saudita, accusata dal gruppo di aver condotto per anni operazioni militari e di aver imposto un assedio allo Yemen.
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto aveva spiegato che il caccia coinvolto nell’attacco si trovava nella base saudita nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve.
Il conflitto yemenita e il ruolo di Riad
La guerra tra gli Houthi e il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale è iniziata nel 2014, quando il movimento sciita conquistò Sanaa e vaste aree del nord dello Yemen.
Nel 2015 l’Arabia Saudita intervenne militarmente a sostegno del governo riconosciuto a livello internazionale. Dopo anni di combattimenti, nel 2022 è stato raggiunto un cessate il fuoco che ha ridotto significativamente le operazioni militari, senza però portare a una soluzione definitiva del conflitto.
Nelle ultime settimane la situazione è tornata a deteriorarsi. Intensi combattimenti sono stati segnalati nell’area di Marib, provincia strategica anche per la presenza di importanti risorse petrolifere.
Gli sviluppi più recenti rischiano inoltre di ampliare le implicazioni regionali dello scontro. Gli Stati Uniti, principale alleato dell’Arabia Saudita, sembrano per ora mantenere una posizione più defilata rispetto agli ultimi eventi.
Il ruolo dell’Iran
La nuova offensiva degli Houthi potrebbe offrire a Teheran un ulteriore strumento di pressione nella regione, in un momento in cui il quadro della guerra che coinvolge l’Iran rimane ancora incerto.
L’Iran ha intanto dichiarato di voler favorire la conclusione delle ostilità tra Arabia Saudita e Houthi. Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano Mohsen Rezaei ha riferito ad Al-Jazeera che Teheran avrebbe comunicato agli Stati Uniti le proprie condizioni per arrivare alla fine della guerra.
Tra le richieste indicate figurano la cessazione degli attacchi su tutti i fronti, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e la fine del blocco navale.
Secondo quanto riferito da Rezaei, l’Iran sarebbe ora in attesa di una risposta da parte dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump.

