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IL FUTURO DELLE ACCIAIERIE APPESO AD UNA BOZZA

Abbiamo letto le recenti dichiarazioni sulla stampa locale da parte del Sindaco di Piombino sulla bozza del piano industriale. Dichiarazioni che non fanno altro che alimentare le nostre preoccupazioni. Tutti gli interventi da parte delle istituzioni e delle altre sigle sindacali vanno confermano quanto detto da noi già nei mesi passati. 

Come USB abbiamo sempre denunciato la totale assenza di investimenti significativi, da parte della multinazionale indiana su Piombino. Questo ulteriore documento  “bozza del piano industriale” pieno di buone intenzioni ma senza alcun capitolo in cui si parla di investimenti con capitali aziendali.

Ormai si va avanti in questa maniera dal lontano giugno del 2018. L’azienda pretendere investimenti di Stato e Fondi europei senza mettere nemmeno un euro . Questo prendere tempo tiene in stallo un’acciaieria una città come Piombino e i 1800 dipendenti e le loro famiglie. Oltretutto stiamo parlando di una richiesta senza che siano date le dovute garanzie sul TOTALE riassorbimento di TUTTI i lavoratori attualmente a casa.

Abbiamo, da sempre,  chiesto un intervento a parte dello Stato sulle acciaierie Piombinesi ma non per far arricchire la multinazionale di turno bensì per dare risposta ai lavoratori e alla città che in questi anni stanno pagando un prezzo altissimo.

La proprietà non ha una base solida a Piombino e non ha evidentemente un management all’altezza della situazione ( ad esempio una struttura in grado di studiare il mercato e “riprendersi” delle fette importanti come sarebbe necessario). Ribadiamo che USB è da sempre favorevole ad un intervento dello Stato ma in un ottica di nazionalizzazione della siderurgia che parta da Taranto e unisca tutte le filiere siderurgiche compresa Piombino.

Acquisire lo stabilimento JSW per renderlo competitivo con tutti gli investimenti necessari e riportando il sito ad una nuova rinascita. Salvaguardando  i posti di lavoro,  la sicurezza,  salute dei lavoratori e la sostenibilità ambientale. Garantendo al contempo una diversificazione per poter offrire altri sbocchi e altri prodotti e servizi diversi dalla filiera dell’acciaio. Così come avviene in altri paesi Europei (che mantengono una forte presenza dello Stato nei settori strategici) meno che l’Italia.

Tutte le Istituzioni hanno letto la bozza del piano industriale ma chi veramente deve sapere le cose per il proprio  futuro e cioè i lavoratori e i loro rappresentanti, vengo esclusi.  Ecco cosa succede quando si lavora “sottobanco” e non alla luce del sole. Come USB abbiamo cercato di riportare la vertenza di Piombino all’opinione pubblica nazionale per far capire che la situazione è grave e che sono a rischio centinaia di posti di lavoro.  Le altre sigle sindacali tendono invece ad abbassare i toni quando andrebbero alzati per accendere i riflettori nazionali come Taranto è riuscita a fare insieme ai cittadini e alle cittadine della propria città.

Valuteremo nei prossimi giorni, anche in base alle eventuali nuove misure per il contenimento del covid-19, quali azioni sindacali intraprendere.

USB PIOMBINO LAVORO PRIVATO.

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