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giudice del lavoro

Il lavoro del notaio, tutto quello che c’è da sapere

Pubblicato il 8 Aprile, 2022

Una professione ‘antica’ attorno alla quale ruotano tani luoghi comuni, alcuni veri altri decisamente meno: quella del notaio è una figura ammantata di un certo fascino, una professione estremamente ambita nel nostro paese e che è legata ad un numero limitato stabilito a monte dal Ministro della Giustizia. 
Diventare notaio tra l’altro è un percorso complesso e lungo, certamente difficoltoso, tutti fattori che contribuiscono a creare ulteriore scrematura. Almeno una volta nella vita tutti quanti si devono adoperare per trovare un notaio, che sia per un atto di compravendita di un immobile, per una successione, per l’apertura di una società o per tante altre esigenze che vengono coperte da questa figura professionale. 
Di base un notaio è un pubblico ufficiale che è deputato a sottoscrivere atti tra persone in vita (vendite, permute ecc…), o come espressione di ultima volontà (il caso dei testamenti): il ruolo di una figura di questo genere è quella di attribuire a questi atti pubblica fede. 

Dalle grandi alle piccole città 

Come si diceva è la legge stessa a stabilire quanti notai debbano essere presenti per ogni città: la regola è quella di prevedere la presenza di 1 notaio per ogni 5mila abitanti (un tempo questo rapporto era di 1 a 7mila). Questo fa sì che nei grandi centri, come nel caso di Roma e Milano, vi siano tanti notai attivi, a differenza di quanto accade nelle piccole città, come nel caso di un notaio a Mira
Nelle grandi città quindi c’è maggiore scelta ed è possibile valutare anche sulla base delle tariffe proposte: è con il Decreto Bersano del 2006 che sono state abolite le tariffe minime e massime dei notai, che sono stati in questo modo equiparati agli altri liberi professionisti. In sostanza a partire da quella data un notaio può decidere in modo autonomo l’ammontare della propria parcella.  
Ovviamente anche sulla spesa finale incide la morfologia territoriale: è probabile che un notaio di una grande città. Restando sempre sugli esempi di Roma e Milano, abbia costi maggiori rispetto ad un professionista di un piccolo centro. 

Onorario e tributi

Da differenziare sempre la parte relativa all’onorario del professionista da quella dei tributi che devono essere versati per legge. Quando si va a fare un atto, ad esempio per una compravendita, il notaio dovrà ‘raccogliere’ anche i tributi da girare poi all’Agenzia delle Entrate. 
Quest’ultima voce ovviamente prescinde dalla scelta del professionista in quanto si tratta di cifre fisse prestabilite che non dipendono quindi dallo studio notarile. L’onorario è invece la parte variabile, che può cambiare sulla base dello studio che si sceglie o, come si diceva, del territorio nel quale ci si trova. 

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