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Imola: 100 anni per la signora Telia Tarabusi

Nei giorni scorsi ha compiuto e festeggiato i 100 anni la signora Telia Tarabusi, circondata dall’affetto dei famigliari, mentre a formularle gli auguri a nome della Città di Imola, consegnandole la medaglia dei centenari, è stato il sindaco Marco Panieri.

Pubblicato il 13 Febbraio, 2022

Nei giorni scorsi ha compiuto e festeggiato i 100 anni la signora Telia Tarabusi, circondata dall’affetto dei famigliari, mentre a formularle gli auguri a nome della Città di Imola, consegnandole la medaglia dei centenari, è stato il sindaco Marco Panieri.

Telia Tarabusi è nata ad Imola il 10 febbraio 1922, figlia di Pietro Tarabusi, detto Pirì, figura storica dell’Imola del secolo scorso, anarchico, poi socialista, infine comunista, partecipò al congresso di Livorno del 1921. Falegname, fu tra i fondatori della Cooperativa del Legno e dei Canterini e Danzerini Romagnoli.

Figlia unica, la signora Telia Tarabusi ha continuato gli studi fino a conseguire il diploma di maestra, al termine delle scuole magistrali. Poi, nel 1945, il matrimonio con Carlo Andrini, da cui è nata la figlia Anna.
“Mia mamma mi raccontava che da fidanzati, mio padre, per annunciare il proprio arrivo, fischiettava la loro canzone, mentre si avvicinava alle finestre di casa sua. Ricorda anche gli ultimi mesi della guerra trascorsi come sfollati nelle cantine di palazzo “Le Donzelle”, in centro a Imola, allora di proprietà dei conti Pasolini dall’Onda, di cui mio nonno paterno era il custode” racconta la figlia Anna.

Casalinga, ha sempre amato il cucito, capace di confezionare gli abiti per la famiglia e la lettura: ha letto tutto Camilleri, la sua grande passione. Naturalmente ha visto anche tutti gli episodi in tv del Commissario Montalbano, che le sono piaciuti moltissimo. Anche se non ha mai insegnato, ha continuato a frequentare le compagne di classe delle magistrali per decenni. “Il loro è stato un sodalizio durato fino a qualche anno fa” aggiunge la figlia Anna.

Oggi ama ricordare la vita vissuta, a cominciare da quando racconta del marito, provetto ballerino, che le insegnava a ballare.