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L’incontro tra il papa e le trans: “Gli ho baciato la mano, è una persona speciale perché non giudica”

Pubblicato il 17 Ottobre, 2022

Lo scorso 6 ottobre fu ritrovata morta Noemi Cabral in un albergo romano, una transessuale che esercitava il mestiere di prostituta e che faceva parte della comunità di transessuali aiutate da papa Francesco durante la pandemia.

L’incontro del papa con le trans. L’emozione di Laura: “Gli ho baciato la mano e lui ha baciato la mia”

Come racconta Repubblica la scorsa settimana suor Geneviève Jeanningros, religiosa francese che da anni è vicino al mondo degli artisti da strada e dei giostranti lungo il litorale domizio, aveva portato al papa un cartoncino con la foto di Noemi Cabral per ricordargli l’udienza del 27 aprile durante la quale il pontefice incontrò in Vaticano altre transessuali.

Fu proprio la suora a fare da tramite per un incontro tra il papa e le trans e in seguito ce ne furono ancora altri, come quello di luglio dove era presente anche Laura Esquivel, trans paraguayana, che racconta con emozione: “Mi sono sentita privilegiata, vedevo tutta quella gente in piazza e io ero a 20 metri da lui. Si è comportato come una persona normale. Gli ho baciato la mano e lui ha baciato la mia”.

Poi rivela di voler tornare in udienza e scherzando dice: “La foto non è venuta bene, sono venuta con la faccia storta”.

Il racconto delle altre trans: “Vorremmo lavorare, ma nessuno ci vuole”

Dopo la pandemia le trans sono tornate a prostituirsi poiché, come spiega Claudia Victoria, non hanno altra scelta: “Sono pronta a fare le pulizie di casa, sono stata parrucchiera e so lavorare in cucina, ma non mi vogliono”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Marcela, altra trans, che racconta amaramente: “Siamo tutti peccatori e siamo tutti fatti a immagine di Dio” – per poi concludere – “chi è libero dal peccato scagli la prima pietra, come disse Gesù alla Maddalena e per quello il mio secondo nome è Magda”.

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