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Indi Gregory

Indi Gregory, respinto l’ultimo appello: lunedì l’addio alla piccola di 8 mesi (VIDEO)

Pubblicato il 10 Novembre, 2023

Nuovo e definitivo no dell’Alta Corte inglese: il giudice ha respinto anche l’ultimo appello per Indi Gregory e ha fissato a lunedì il termine per il distacco delle macchine che tengono in vita, all’ospedale di Nottingham, la bambina di otto mesi affetta dalla nascita da una rara malattia genetica che non lascia speranze.

In giornata anche la presidente del consiglio Giorgia Meloni era intervenuta sul caso: il governo aveva chiesto alla magistratura inglese di cambiare la loro decisione in nome della Convenzione dell’Aja del 1996 “al fine di accedere al protocollo sanitario di un ospedale italiano”. La Convenzione tutela in particolare il trattamento e i diritti dei minori.

In particolare il Bambino Gesù di Roma si era offerto di ricoverare Indi Gregory e di curarla anche con terapie sperimentali. La premier aveva indirizzato una lettera al Lord Cancelliere e segretario di Stato per la giustizia.

L’udienza di oggi pomeriggio si è volta in seguito alla richiesta urgente che era stata presentata dal console italiano a Manchester, Matteo Corradini, diventato giudice tutelare di Indi dopo il conferimento alla piccola della cittadinanza italiana: il console si era rivolto all’Alta Corte inglese per chiedere di cedere all’Italia la giurisdizione sul caso, in base alla Convenzione dell’Aja.

Anche la nostra Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva scritto al Ministero della Giustizia britannico, sempre invocando la Convenzione dell’Aja. Giorgia Meloni ha inviato una lettera al Lord Cancelliere del Regno Unito “al fine di sensibilizzare le autorità giudiziarie” inglesi per rendere possibile alla bimba “accedere al protocollo sanitario di un ospedale pediatrico italiano”.

La lettera mirava a sbloccare la situazione “in tempo utile perché Indi possa accedere a questa possibilità nello spirito di collaborazione che da sempre contraddistingue i due Paesi”.

Interpellati sulla missiva, i portavoce del primo ministro Rishi Sunak sono però sembrati cascare dalle nuvole e si sono limitati e replicare che “il governo non commenta su casi individuali”.

In Italia l’ospedale del bambino Gesù si era offerto sin dall’inizio di accogliere la piccola: ma secondo i medici e i magistrati inglesi ogni tentativo sarebbe futile e non farebbe altro che prolungare le sofferenze della bambina.

Dunque, nel “migliore interesse” di Indi, lunedì verrà staccata la spina, contro il volere dei genitori: i legali che li assistono hanno annunciato che esploreranno altre strade, ma a questo punto l’epilogo di questa tristissima vicenda appare già scritto.

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