« Torna indietro

Indi Gregory

Indi Gregory non ha più il supporto dei macchinari: potrebbe sopravvivere giorni

Pubblicato il 11 Novembre, 2023

Sono state avviate, già da alcune ore, le procedure per il distacco dei macchinari di sostegno vitale per la piccola Indi Gregory. Attualmente la bambina si trova in un hospice, di cui non è stato comunicato il nome, ed è ancora in vita.

Lo fa sapere l’avvocato Simone Pillon che, insieme al portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus Jacopo Coghe, è in contatto con i legali inglesi e la famiglia della bambina.I medici di Nottingham, che ritengono le condizioni di Indi Gregory incurabili e terminali, hanno agito dopo l’ultimo via libera dato ieri dai giudici della Corte d’appello di Londra, nonostante l’opposizione dei genitori, Dean Gregory e Claire Staniforth, e l’offerta di trasferimento al Bambino Gesù di Roma sostenuta dal governo di Giorgia Meloni anche attraverso la concessione della cittadinanza italiana alla piccola.

Nell’udienza di ieri i giudici inglesi avevano fissato come termine per il distacco dei dispositivi vitali lunedì 13 novembre, ma successivamente, è stato precisato dai legali della famiglia che l’interpretazione corretta della sentenza indica che il distacco verrà effettuato il prima possibile, già sabato. Svaniscono dunque le residue speranze della famiglia della bimba e, nonostante l’irriducibile opposizione dei suoi genitori e la battaglia legale sostenuta dall’Italia per un trasferimento al Bambino Gesù di Roma, la decisione dei giudici inglesi è confermata.

Una battaglia che il governo Meloni ha sposato in pieno: non limitandosi a concedere la cittadinanza d’urgenza a Indi (come fece, invano, 5 anni fa anche il governo di Paolo Gentiloni per il caso analogo di Alfie Evans), ma intraprendendo tutta una serie di passi successivi.

Fino all’appello formale lanciato ieri da Giorgia Meloni in persona, e reso noto oggi, con una lettera al ministro della Giustizia e Lord Cancelliere della compagine Tory di Rishi Sunak, in cui si chiede apertamente un intervento politico di moral suasion per “sensibilizzare le autorità giudiziarie” dell’isola e permettere di trasferire la bebè dalla Gran Bretagna all’Italia “in nome della Convenzione dell’Aia del 1996”: “nello spirito “di collaborazione che da sempre contraddistingue i due Paesi” e “in tempo utile perché Indi possa accedere” al protocollo terapeutico offerto dall’ospedale Bambino Gesù.

Per Indi procedura graduale, potrebbe sopravvivere ore o giorni

Il distacco dei macchinari vitali della piccola Indi Gregory prevede una procedura graduale, con un ridotto supporto di ossigeno per accompagnare gradualmente la piccola alla morte. La bambina potrebbe restare dunque in vita ancora per ore o qualche giorno, in base a come risponderà il suo organismo. Lo spiegano l’avvocato Simone Pillon ed il portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus Jacopo Coghe, riportando le informazioni ricevute dai legali inglesi della famiglia. Stamane, fanno sapere Pillon e Coghe, prima dell’avvio delle procedure, Indi è stata portata all’Hospice in ambulanza, scortata dalla polizia che per sicurezza e ordine pubblico presidia la struttura.

Il Papa si stringe alla famiglia di Indi: “Prego per loro”

Papa Francesco “si stringe alla famiglia della piccola Indi Gregory, al papà e alla mamma, prega per loro e per lei, e rivolge il suo pensiero a tutti i bambini che in queste stesse ore in tutto il mondo vivono nel dolore o rischiano la vita a causa della malattia e della guerra”. E’ quanto comunica il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

About Post Author

Skip to content