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Inquinamento: Turco, ‘Per tutelare Taranto introdurre subito VIIAS, decarbonizzazione non basta’

Pubblicato il 23 Gennaio, 2022

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato lo studio commissionato dalla Regione Puglia in merito ai danni causati dall’ex Ilva al territorio di Taranto. Segue il commento del Sen. Mario Turco, Vicepresidente M5S, depositario in Senato del disegno di legge sulla VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario):
«Lo studio condotto dall’OMS sugli effetti dell’inquinamento industriale sul territorio di Taranto, commissionato nel 2019 dalla Regione Puglia e presentato ieri da Francesca Racioppi, direttrice Centro Europeo per l’Ambiente e la Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e da Marco Martuzzi, direttore del Dipartimento Ambiente dell’Istituto Superiore di Sanità, alla presenza del Presidente Michele Emiliano, dimostra in maniera inequivocabile l’esistenza di un misurabile danno alla salute dei cittadini di Taranto prodotto dall’attività industriale. Si calcola tale danno in circa 270 morti premature nel decennio ante 2010, con un range fino a 430 decessi evitabili. Sono dati inaccettabili che inducono ad un cambio immediato di paradigma.Il Presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè, parla di decarbonizzazione del sito industriale in 10 anni, senza tenere conto degli impegni assunti dall’Italia in sede ONU, in merito all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e senza considerare che in questi ulteriori 10 anni la popolazione circostante l’area industriale continuerebbe ad ammalarsi e a morire più che altrove, e che il danno ambientale e sanitario per la collettività permarrebbe ulteriormente, così come dimostra il recente studio OMS.
La proposta di legge del MoVimento 5 Stelle depositata in Senato, su cui si chiede sostegno alle altre forze politiche ai fini della sua approvazione, serve a condizionare le future richieste AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), così come il processo di decarbonizzazione annunciato dalla stessa Acciaierie d’Italia, alla cosiddetta “Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario” (VIIAS). In questo modo, sarebbe possibile prevenire i danni prodotti dagli inquinanti, senza così attendere di conoscerli a distanza di decenni.Si tratterebbe di un cambio di paradigma, ossia di valutare ex ante gli effetti derivanti dalla produzione siderurgica e di anticipare così le decisioni conseguenti per prevenire tali effetti devastanti. In altri termini, si tratterebbe di valutare preventivamente l’impatto che gli inquinanti delle attività produttive hanno sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.Certamente, il cambio di paradigma proposto assicurerebbe maggiore trasparenza e tutele a favore dei cittadini e dell’ambiente.È opportuno quindi, prima di parlare di possibili processi di decarbonizzazione,modificare l’attuale normativa e introdurre strumenti preventivi di valutazione dell’impatto industriale, in modo da evitare di dover contare ancora i morti causati dall’inquinamento.»

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