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Statte: Italcave, pronta l’espansione dell’impianto?

Pubblicato il 3 Giugno 2022

Lo scorso febbraio la società Italcave ha presentato il “Progetto di modifica sostanziale dell’impianto complesso per la gestione dei rifiuti speciali gestito da Italcave SpA, ubicato in c.da La Riccia – Giardinello nel Comune di Taranto”.

Lo scorso febbraio la società Italcave ha presentato il “Progetto di modifica sostanziale dell’impianto complesso per la gestione dei rifiuti speciali gestito da Italcave SpA, ubicato in c.da La Riccia – Giardinello nel Comune di Taranto”.

L’impianto in questione è autorizzato con D.D. n. 36/2014 e successiva D.D. n. 52/2018, della Provincia di Taranto relative a VIA e AIA, per il progetto di ampliamento della discarica (realizzazione del III Lotto). Ulteriori modifiche non sostanziali dell’AIA sono state successivamente approvate con D.D. n. 482/2020 e D.D. n. 869/2020.

Inoltre, nell’ambito del complesso produttivo è in itinere un procedimento di Autorizzazione Unica ex D.Lgs. 387/2003 (Cod. Id. Y1Y4RB8), per l’autorizzazione alla produzione di biometano da biogas di discarica e del sistema di trasporto mediante metanodotto. All’interno dell’area di discarica è infatti presente l’impianto di recupero e purificazione del biogas gestita da PANTAR ed oggetto di ulteriore procedimento. Mentre l’impianto di inertizzazione, di upgrading del biogas e di trattamento del percolato (IeII lotto-III lotto) sono ancora in fase di costruzione.

Allo stato attuale l’impianto Italcave complesso di discarica è costituito da 3 lotti, dei quali I e II sono in esercizio (per un volume lordo autorizzato pari a 6.228.444 m3 ed una superficie effettiva di 212.402 m2), mentre il III lotto è in fase di allestimento (su una superficie di 181.000 m2 e volume 4.600.000 m3) e rientra nei confini del SIN (Sito di Interesse Nazionale) di Taranto.

La richiesta di progetto di modifica di Italcave nasce dal fatto che i lotti I e II sono stati oggetto, durante il periodo di osservazione, di cedimenti di fondo (una media di 2,5 metri), che hanno determinato irregolarità delle superfici dei cigli di discarica con conseguenti difficoltà di ruscellamento delle acque meteoriche che tendono ad accumularsi nelle zone a scarsa pendenza. 

Pertanto, è stato prescritta, in sede di riesame AIA e adeguamento al d.lgs. n. 121/2020, la risagomatura dei lotti e la livellazione delle superfici in maniera tale da garantire una pendenza di circa il 3% anche a seguito degli assestamenti di post-gestione

In realtà, un primo progetto, denominato “Intervento di regolarizzazione dei bordi e delle pendenze delle superfici di chiusura del I e II lotto di discarica”, fu presentato dalla Italcave SpA il 04/10/2018. Successivamente si svolsero due Conferenze di Servizi e precisamente il 14/12/2018 (prima riunione), e il 26/02/2019 (Conferenza di Servizi decisoria) nel corso delle quali sono state acquisite le valutazioni dei vari enti convocati. Con D.D. n.861 del 15/10/2020 la Provincia di Taranto emise provvedimento di diniego sull’istanza presentata dalla società Italcave Spa per il progetto di risistemazione della morfostruttura residua ai fini della chiusura del I e II lotto di discarica per rifiuti non pericolosi.

Pertanto, la società Italcave a fronte dei pareri negativi pervenuti nel precedente procedimento, ha predisposto un nuovo progetto che prevede la “risistemazione della morfostruttura residua ai fini della chiusura del I e II lotto di discarica con la realizzazione di un IV lotto di discarica”.

Secondo la società Italcave, infatti la realizzazione di “un IV lotto di discarica, idraulicamente separato dai lotti I e II, permetterà anche la migliore gestione delle acque di ruscellamento nella fase di post gestione”. Il modello sito-specifico ha difatti fornito un cedimento medio dopo la post gestione con valori vicini ai 5 metri, ovvero un incremento di ulteriori 2,5 metri rispetto alla situazione attuale.

“Pertanto l’obiettivo principale del progetto di Italcave è quello di garantire e mantenere nel tempo il ruscellamento uniforme delle acque meteoriche superficiali e il corretto drenaggio delle acque piovane infiltratesi su tutta la superficie del capping (oltre 200.000 mq) senza modificare il perimetro della discarica già autorizzata”. Al fine di salvaguardare la morfologia dei bordi esistente, ma al tempo stesso garantire il deflusso delle acque meteoriche all’interno delle canalizzazioni perimetrali verso le vasche esistenti, con un’altezza massima dell’opera laterale di circa 6 metri

L’Italcave prevede la regolarizzazione altimetrica dell’asse di delimitazione della discarica mediante impiego di argini in terre armate con paramento rinverdibile. Prevedendo una pendenza minima delle superfici di chiusura della discarica pari al 5% al fine di assicurare il corretto ruscellamento delle acque anche nella fase di post-gestione. Ai fini della presente proposta progettuale, la società Italcave prevede un apporto volumetrico, rispetto alla volumetria già autorizzata con D.D. 36/14, pari a circa 1,5 Milioni di m3. Ed ha rilevato che i risultati analitici relativi al monitoraggio delle acque sotterranee non hanno evidenziato alcun superamento delle CSC di riferimento

Ma il progetto prevede anche l’introduzione del trattamento di rifiuti pericolosi presso l’impianto di inertizzazione, in fase di costruzione nell’area servizi, nonché smaltimento dei rifiuti pericolosi stabili e non reattivi in discarica (autorizzato per il deposito temporaneo di 1.200 t/a e per il trattamento di 80.000 ton/anno) già autorizzato per rifiuti non pericolosi.

italcave
L’Italcave – FONTE

Per quanto attiene questa proposta progettuale, Italcave richiede l’autorizzazione per i seguenti nuovi codici EER in ingresso: 19 02 05 Fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, contenenti sostanze pericolose; 17 05 03 Terra e rocce, contenenti sostanze pericolose; 17 05 05 Materiale di dragaggio contenente sostanze pericolose; 19 08 11 Fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, contenenti sostanze pericolose; 19 08 13 Fanghi contenenti sostanze pericolose prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali; 19 13 03 Fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, contenenti sostanze pericolose; 19 13 05 Fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose.

Italcave in questo caso ha previsto che i rifiuti pericolosi saranno depositati in due aree distinte dai non pericolosi e trattati separatamente. Le fasi attraverso cui avviene il trattamento di stabilizzazione/solidificazione saranno le medesime già autorizzate.

Valutazione di compatibilità ambientale 

Esaminata tutta la documentazione presentata dalla società, valutati gli studi trasmessi al fine della valutazione di impatto ambientale per gli interventi proposti, richiamati i criteri per la Valutazione Ambientale di cui alla Parte II del d. lgs. 152/2006, il Comitato di VIA della Regione Puglia – al fine della formulazione del proprio parere definitivo – ha ritenuto che sia necessario che la società proponente provveda ad integrare la documentazione prodotta, approfondendo gli argomenti di seguito indicati.

Nel documento dello scorso 10 maggio consentente il parere definitivo si legge che “con riferimento alle alternative progettuali il Proponente, ritenendo l’opzione zero non attuabile, si limita a proporre un ampliamento mediante sopralzo sui lotti I e II con rifiuti o con altro materiale, preferendo, in continuità con la pregressa gestione, l’utilizzo dei primi. Si ritiene invece indispensabile confrontare la soluzione progettuale prescelta con il ripristino della configurazione a schiena d’asino – idonea a garantire il deflusso delle acque meteoriche – utilizzando i minimi volumi di rifiuti possibili”. 

Tanto anche alla luce di quanto affermato dallo stesso proponente Italcave: “Tanto anche in linea con quanto previsto dall’art.183 del D.Lgs 152/06 lettera u-bis) “riempimento“: qualsiasi operazione di recupero in cui rifiuti non pericolosi idonei ai sensi della normativa UNI sono utilizzati a fini di ripristino in aree escavate o per scopi ingegneristici nei rimodellamenti morfologici. I rifiuti usati per il riempimento devono sostituire i materiali che non sono rifiuti, essere idonei ai fini summenzionati ed essere limitati alla quantità strettamente necessaria a perseguire tali fini”. 

Inoltre, si chiede di confrontare le suddette alternative progettuali anche in termini di impatti ovvero con riferimento alle emissioni da traffico veicolare per il conferimento dei rifiuti, emissioni di biogas, odori, produzione di percolato, ecc ecc… 

Si chiede “che sia meglio specificati che i rifiuti pericolosi prima di essere gestiti in discarica debbano essere trattati. Si evidenzia che l’elaborato R.9.5 – Relazione interferenze con Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” e “Mar Piccolo”.pdf risulta danneggiato, per cui si chiede di trasmetterlo nuovamente agli atti. Si chiede di produrre uno studio della compatibilità con l’intervento Terna S.p.A. “Variante aerea alla linea 220 kV “Taranto Nord – Taranto Smistamento Verde”, analizzandone le eventuali interferenze con il progetto in esame ed indicando le possibili soluzioni”.

Con riferimento agli impatti su suolo, sottosuolo ed acque sotterranee, “si chiede di integrare la documentazione agli atti con opportuni chiarimenti sulle modalità di separazione fisica dei rifiuti pericolosi all’interno del capannone di inertizzazione, con particolare riferimento ai presidi adottati per l’eventuale separazione idraulica e gestione degli eluati”. 

Con riferimento agli impatti derivanti dalla dispersione delle polveri in atmosfera, si chiede “di esplicitare eventuali aggravi (stato di fatto vs. stato di progetto) dovuti alle varianti introdotte con il progetto in esame, per quanto concerne la verifica del rispetto del valore limite giornaliero per la protezione della salute umana ai sensi del D.Lgs. 155/2010 (50 μg/m3 per il PM10 da non superare più di 35 volte per anno civile).

Si chiede, inoltre, di integrare la valutazione agli atti con riferimento al potenziale rateo emissivo associato alle attività di riduzione volumetrica mediante macinazione del materiale di scavo, di cui al Par. 5.2 dell’elaborato R.1.2 – Piano di utilizzo terre e rocce da scavo, da reimpiegarsi come materiale di riempimento delle terre armate. Si chiede, inoltre, di approfondire tale attività, correlata a potenziali impatti sulla componente Atmosfera, anche nello Studio di Impatto Ambientale“.

Con riferimento agli impatti odorigeni ed alle valutazioni del proponente sulle sorgenti odorigene da considerarsi nella modellazione, si chiede “di allegare gli studi citatial Cap. 2 dell’elaborato R.9.8 – Valutazione previsionale di impatto odorigeno da cui possa evincersi quanto dichiarato in merito alla caratterizzazione delle sorgenti areali costituite dai lotti di discarica”.

Mentre in relazione ai beni e agli ulteriori contesti paesaggistici tutelati dal PPTR viene chiesto che “sia prodotta la documentazione cartografica ufficiale approvata con l’adeguamento del PRG del comune di Statte, con indicazione della fonte di acquisizione della documentazione cartografica, al fine di disporre di un quadro vincolistico certo a cui riferirsi; verifica della compatibilità paesaggistica dell’intervento rispetto alle componenti paesaggistiche direttamente interessate e degli impatti diretti e indiretti generati sulla componente paesaggio tenuto conto dei beni paesaggistici e ambientali presenti all’intorno dell’impianto a fronte della proposta di riprofilatura morfologica ed incremento volumetrico avanzata dall’intervento”.