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La multinazionale Jsw vende impianti dismessi per cifre stimate intorno ai 170 milioni , al lordo dei costi di demolizione; torna a parlare di forno elettrico, senza specificare però cifre né impegni precisi: ulteriori tasselli della già poco trasparente vicenda, in assenza del piano industriale e prima dell’ingresso di Invitalia. E la complessiva vicenda piombinese si inserisce in uno scenario allarmante di attacco alle condizioni dei lavoratori, di cui l’assalto alla Cgil nazionale è il segnale più clamoroso. Il Camping CIG osserva, fra l’altro, come la polizia abbia usato estrema tolleranza nei confronti dei fascisti a Roma e pesante aggressività nei confronti dei lavoratori e dei dimostranti a Trieste; due pesi e due misure inaccettabili, qualunque cosa si pensi del green pass.
Ugualmente inaccettabili sono i licenziamenti e gli attacchi alle condizioni di lavoro e di vita delle classi popolari: in Italia il 10% degli abitanti detiene il 55% di tutta la ricchezza e si rifiuta di pagare una patrimoniale, mentre un 20% di abitanti si deve accontentare dello 0,7% della ricchezza esistente. Intanto, il governo Draghi si prepara a ripristinare di fatto integralmente la legge Fornero sulle pensioni, arrivando nel 2023 a quota 104 come soglia minima per uscire dal lavoro.
Dunque, la manifestazione antifascista del 16 a Roma, a cui abbiamo partecipato, deve segnare l’ inizio di una lotta sindacale unificante contro i licenziamenti e contro le delocalizzazioni, come indica la proposta di legge elaborata dai giuristi insieme al Collettivo Gkn; contro lo sfruttamento che provoca morte e malattia nei luoghi di lavoro; per pensioni dignitose e il mantenimento di quota 100; per un intervento decisivo dello Stato nelle realtà di crisi come Jsw, a proposito della quale il Camping CIG attende ancora le risposte alle proprie dieci domande, da parte di istituzioni, sindacati e forze politiche. Una lotta che, a partire dalla mobilitazione del 30 ottobre a Roma per il futuro dell’umanità contro le oligarchie globali del G20 agli ordini delle multinazionali, apra finalmente la prospettiva dello sciopero generale nazionale, di tutte le categorie e di tutte le sigle sindacali disponibili, e comporti il ritiro delle firme sindacali dal cosiddetto accordo del 29 giugno, che ha sbloccato i licenziamenti.
22 ottobre 2021
Coordinamento Art. 1- Camping CIG

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