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Juventus e Ferrari: “Non si toccano. Vogliamo solo vincere”

Pubblicato il 30 Novembre, 2023

Nessun piano per togliere la Juventus dalla Borsa né approcci con nuovi investitori per il club. Volontà di riportare la Ferrari alla vittoria, valutando – quanto alla sede legale del Cavallino – come cambierà il diritto societario italiano. Attenzione agli investimenti nelle startup, le grandi aziende di domani, specialmente in Italia.

Queste, in sintesi, alcune delle priorità di Exor per i prossimi anni, delineate dall’amministratore delegato, John Elkann, in occasione dell’Investor Day della holding.

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Nella cornice della pinacoteca Agnelli di Torino, Elkann ha fatto il punto sulle attività della cassaforte e sull’andamento delle sue partecipazioni. A cominciare dalle quattro principali per valore che, da sole, rappresentano il 75% del portafoglio di Exor: Ferrari, Stellantis, Cnh Industrial e, da pochi mesi, Philips.

Il colosso olandese Philips sta attraversando un momento non facile, a causa dei richiami di alcuni apparecchi respiratori e le conseguenti indagini delle autorità sanitarie statunitensi. Elkann ha ribadito la fiducia nella società, di cui ad agosto Exor ha rilevato il 15% con un investimento di 2,8 miliardi di euro e il diritto di nominare un componente nel board.

“Le difficoltà di Philips sono risapute, è importante cosa sta facendo il management per superarle”, ha sottolineato. Quanto all’opzione per salire al 20% del capitale, la possibilità potrà eventualmente essere sfruttata quando il prezzo delle azioni di Philips sarò inferiore.

Assieme al buyback da un miliardo, l’investimento in Philips ha pressoché esaurito i 10 miliardi incassati da Exor fra 2022 e 2024 grazie ai dividendi delle partecipate e alla vendita di Partner Re a Covéa. In cassa restano 2,2 miliardi, 1,7 dei quali sono però già impegnati per investimenti in startup, nella società di gestione Lingotto e per i buyback. Senza escludere la possibilità di cogliere altre occasioni di investimento, in particolare nel lusso, Exor si concentrerà perciò nei prossimi due anni nella gestione delle aziende già in portafoglio, per migliorarne le performance, e su un’ulteriore riduzione del debito, già sceso a 2,7 miliardi e con un tasso medio del 2,5%.

È il caso, per esempio, di Ferrari che continua a registrare risultati eccezionali nei bilanci, ma “deludenti” in pista, ha riconosciuto lo stesso amministratore delegato di Exor.

“Quello che è stato positivo è che nell’ultimo quarto del campionato ci siamo giocati seriamente il secondo posto ed eravamo seriamente in gara anche contro Red Bull”. Adesso, ha concluso, “si tratta di prendere tutto questo – ha aggiunto – per poter spingere nei prossimi campionati e convertire maggiori pole position in vittorie”.

Quanto alle questioni societarie, Elkann non ha escluso la possibilità di riportare la sede di Ferrari dall’Olanda in Italia. “Siamo sempre attenti a come evolvono i contesti e poi a fare quello che è nel migliore interesse delle società”, ha detto, rispondendo a una domanda riguardo alle novità introdotte dal disegno di legge Capitali sul potenziamento del voto maggiorato per le società quotate.

Sempre in ambito sportivo, Elkann ha definito il 2023 “l’anno zero” per la Juventus.

Dopo le inchieste giudiziarie che hanno travolto la gestione di Andrea Agnelli, “l’attuale vertice di Juventus ha risolto tutti i problemi in ambito sportivo”. L’aumento di capitale da 200 milioni in corso darà al club le risorse per “attraversare quest’anno zero e affrontare il prossimo triennio con forte ambizione in campo e fuori per poter eccellere”. L’obiettivo, ha detto Elkann, «è combinare sostenibilità economica e risultati sportivi”. Sempre sotto l’egida della famiglia Agnelli. Elkann ha infatti rimarcato “non siamo stati approcciati da fondi, né li abbiamo cercati”. Vendere o trovare altri soci per la Juventus, quindi, “non è una prospettiva che ci interessa o attuale”.

L’ad di Exor ha dedicato spazio anche agli altri investimenti “minori” della cassaforte. Elkann ha tenuto a sottolineare l’impegno a supporto delle startup, porta d’ingresso per le tecnologie del futuro. In particolare, ha ricordato il programma Vento che sinora ha ricevuto 2158 domande di investimento e finanziato 55 giovani imprese italiane.

Elkann ha poi dettagliato la struttura della nuova società di gestione del risparmio, Lingotto, suddivisa in tre fondi da 4,5 miliardi complessivi che investono rispettivamente sui mercati azionari, su aziende quotate e non su base opportunistica, sull’innovazione a tutto campo. Il timone di quest’ultimo veicolo è stato preso da James Anderson, una leggenda fra gli investitori in tecnologia e noto per esser stato fra i primi gestori a puntare su Tesla.

Al momento, Lingotto è alimentato soltanto dai trasferimenti di Exor e di Covéa, ma Elkann ha rivelato di aver ricevuto diverse richieste di sottoscrizione da parte di investitori terzi, alcuni dei quali saranno ammessi nel 2024.

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