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Andrea Agnelli (R), president of Juventus, with Pavel Nedved (C) and Fabio Paratici, before Italian serie A soccer match, SS Lazio vs Juventus Fc, at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 04 December 2015. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

Terremoto in casa Juventus, si dimette Agnelli e tutto il CDA. C’è sotto qualcosa di grosso?

Pubblicato il 29 Novembre, 2022

Un vero e proprio terremoto in casa Juventus: il presidente Agnelli, insieme a tutto il CDA bianconero, ha deciso di dimettersi in massa. Il tutto con il bilancio ancora da approvare e la Procura di Torino che prenderà una decisione in seguito all’inchiesta sui presunti falsi in bilancio e l’aggiotaggio telematico che coinvolge tutti i membri della società.

I vertici bianconeri hanno provato a prendere tempo, spostando per due volte l’approvazione dei conti chiusi a giugno 2022, sui quali si è concentrata la lente di ingrandimento di Deloitte e di Consob.

Quali sono i motivi che hanno spinto la dirigenza della Juventus a dimettersi in massa?

Come spiega Ilfattoquotidiano.it, l’approvazione di bilancio senza correzioni avrebbe portato la Procura di Torino ad allargare ulteriormente l’inchiesta ed eventualmente a richiedere altre misure cautelari, già respinte dal giudice per le indagini preliminari.

Tuttavia cambiare i conti, come si era deciso durante una riunione del CDA alla Continassa, avrebbe comunque gettato un’ombra sul club bianconero, anche perché la dirigenza non ha voluto condividere i rilievi del revisore dei conti né con la Consob né con la Procura.

La Guardia di Finanza ha già sequestrato molto materiale “scottante” e ha anche intercettato le utenze di diversi dirigenti. Partendo dal presupposto di presunzione di innocenza, questi sono i motivi che hanno spinto i dirigenti bianconeri a dimettersi in massa, anche per non sovraesporre il club a pericoli ancora maggiori.

Le dimissioni di tutti i dirigenti sono arrivate dopo quelle di Daniela Marilungo, consigliere indipendente e membro del “Comitato Controllo e Rischi”, che ha motivato la sua scelta per “l’impossibilità di esercitare il proprio mandato con la dovuta serenità e indipendenza”, anche perché “non messa nella posizione di poter pienamente agire informata a fronte di temi di sicura complessità”.

Cosa succede ora?

Operazioni a specchio, manovre stipendi e plusvalenze artificiali sarebbero alcuni dei reati di cui sono accusati i dirigenti bianconeri. Intanto come direttore generale è stato nominato Maurizio Scanavino, nell’attesa di riempire tutte le altre poltrone rimaste vuote.

Termina così un’epoca vincente iniziata 12 anni fa, che ha portato 9 scudetti, 2 finali di Champions League e l’arrivo di Cristiano Ronaldo che avrebbe dovuto garantire il salto di qualità per vincere la coppa dalle grandi orecchie.

Invece proprio dall’arrivo del portoghese, con una crescita esponenziale dei costi, sono iniziati i guai per la Juve che, complice anche il Covid, si è ritrovata a fare i conti con debiti che ammontano a circa 700 milioni di euro.

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