Pubblicato il 13 Giugno 2026
Sempre più giovani scelgono di lavorare fuori dall’Italia
Per molti laureati italiani, il mercato del lavoro continua a offrire maggiori opportunità oltre confine. Secondo gli ultimi dati sull’occupazione dei laureati, chi decide di trasferirsi all’estero può arrivare a percepire stipendi superiori di circa il 60% rispetto a chi resta in Italia, una differenza che continua ad alimentare il fenomeno dell’emigrazione qualificata.
Cresce l’occupazione, ma non i salari
Il quadro occupazionale mostra segnali positivi. A un anno dal conseguimento del titolo, oltre l’80% dei laureati risulta occupato, mentre dopo cinque anni il tasso di occupazione supera il 94%, raggiungendo uno dei livelli più elevati degli ultimi anni.
Nonostante ciò, le retribuzioni continuano a rappresentare un punto critico. Gli stipendi medi dei neolaureati rimangono relativamente contenuti e, considerando l’inflazione, il potere d’acquisto risulta in alcuni casi inferiore rispetto agli anni precedenti.
Le professioni che offrono maggiori opportunità
I migliori risultati occupazionali si registrano nei settori legati a medicina, professioni sanitarie, ingegneria, informatica e tecnologie digitali, ambiti che continuano a garantire una maggiore facilità di inserimento nel mondo del lavoro e retribuzioni mediamente più elevate.
Più complesso, invece, il percorso professionale per chi proviene da discipline artistiche, giuridiche o psicologiche, dove l’ingresso nel mercato del lavoro può risultare più lento e meno remunerativo.
Differenze tra Italia ed estero
Il confronto con gli altri Paesi europei evidenzia un divario significativo. A distanza di alcuni anni dalla laurea, chi lavora all’estero può raggiungere stipendi nettamente superiori rispetto ai colleghi rimasti in Italia, con una forbice che sfiora il 60% di differenza retributiva.
Tra le destinazioni più scelte dai giovani professionisti italiani figurano Germania, Svizzera, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Spagna e Regno Unito, Paesi che offrono salari più elevati e maggiori prospettive di crescita professionale.
Persistono i divari di genere e territoriali
L’indagine mette in evidenza anche differenze legate al genere e all’area geografica. Le donne continuano a registrare livelli occupazionali e retributivi inferiori rispetto agli uomini, mentre chi vive nel Nord Italia beneficia generalmente di maggiori opportunità lavorative rispetto a chi risiede nel Mezzogiorno.
Un altro dato significativo riguarda la presenza femminile nelle discipline STEM, che resta ancora limitata rispetto a quella maschile e sostanzialmente stabile negli ultimi anni.
Giovani sempre meno disposti ad accettare salari bassi
Le nuove generazioni mostrano aspettative più elevate rispetto al passato. Sempre più studenti e neolaureati dichiarano di non voler accettare offerte di lavoro considerate poco remunerative, ritenendo fondamentali non solo lo stipendio, ma anche le possibilità di crescita, la stabilità contrattuale e l’equilibrio tra vita privata e professionale.
La crescita dell’occupazione rappresenta certamente un segnale incoraggiante, ma il tema delle retribuzioni continua a essere uno dei principali fattori che spingono molti giovani talenti italiani a cercare il proprio futuro professionale all’estero.

