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Montagne aquilane ancora in fiamme: dove c'è fumo c'è fuoco (si impone una riflessione)

Lelio De Santis replica a Luigi D’Eramo: “La crisi era uno scherzo estivo?”

Pubblicato il 19 Settembre, 2020

Lelio De Santis (IdV) replica alle recenti dichiarazioni di Luigi d’Eramo (Lega), pubblicate questa mattina. Si tratta di un intervento che era nell’aria? “Avevo annunciato sui social che sarebbe andata in questo modo. Con una fiammella tra le mani, nessuno vuol bruciarsi. Oggi il leader D’Eramo, forse salendo dalla Puglia, delinea, quasi quasi, un nuovo amore sbocciato in clima di scontri: come se delineando la situazione di crisi si fosse preso un abbaglio. Era tutto un gioco, uno scherzo estivo. Non sembra ricordare gli attacchi rivolti al sindaco, il quale con la minoranza, con il suo partito e con Forza Italia, aveva bocciato le delibere per i nuovi centri commerciali. Queste ultime portavano la firma dello stesso D’Eramo: le portava in Consiglio Ferella, che lo ha sostituito. Il leader della Lega annuncia dunque questo nuovo amore, istintivo e clandestino, senza motivarlo: è il miracolo della politica, che prescinde dai fatti e dalle problematiche relative all’amministrazione della città. All’improvviso dopo due mesi, nel corso dei quali i due contendenti si sono presi a schiaffi sugli atti ufficiali, tutto è risolto. Nessuno, del resto, ha dimenticato: due mesi fa si erano determinate le dichiarazioni pesanti come macigni del capogruppo della Lega, che parlava chiaramente della cattiva gestione della maggioranza e delle sue beghe. Alla richiesta di dissociarsi dalle dichiarazioni del Capogruppo, le distanze non sono mai state prese: evidentemente, tali opinioni ricevevano l’avallo del partito, l’attacco era condiviso e concordato. Dopo ciò gli ex assessori, cui erano state ritirate (e non soltanto sospese) dal sindaco le deleghe, non hanno più partecipato alla Giunta, ma sono stati regolarmente retribuiti. Come se un lavoratore, senza svolgere la sua attività, ricevesse ugualmente il suo stipendio. E’ questo un tema attinente all’etica, più che la politica. Il problema non riguarda la destra e la sinistra, ma è relativo alla concretezza: a un’amministrazione seria e corretta. Luigi d’Eramo solleva la problematica relativa ai migranti, cavallo di battaglia della Lega: la mia posizione, netta e chiara è quella che unisce rigore e umanità. Bisogna rispettare tutti. Il Partito democratico, in argomento, si sa ben difendere. L’immigrazione, peraltro, è un tema pretestuoso. Bisogna considerare, in generale, gli errori materiali: su punti specifici la Corte dei Conti ha redarguito la Giunta”.
Descriverebbe la crisi? “In questa crisi spiccava il silenzio della Lega: un atteggiamento cui è seguita l’umiliazione di questa forza politica, che non ha chiesto le dimissioni del sindaco. C’è chi non vuole scendere dal tram e perdere poltrone. Si teme di perdere postazioni di potere. La Lega ha perso consistenza consiliare: ha due consiglieri in meno, ne aveva cinque. Luigi d’Eramo non spiega su quali aspetti, in che modo è stata trovata l’intesa: la guerra è fuoco sotto la cenere. Non è la prima crisi che si verifica: quando si determina questo stato di cose, tutto si rallenta, con conseguenze indesiderabili sulla città. Il sindaco si è comportato da monarca assoluto, da padre padrone: si è trattato di una crisi extraconsiliare. Pierluigi Biondi ha detto che avrebbe riferito alla prima occasione utile al Consiglio comunale: così non è stato“.
Che cosa avviene oggi? “Giovedì si discuteva in merito alle nomine: lo stesso sindaco, intendendo occuparsi di un ente di beneficenza, otteneva appena 13 voti su 20 dalla sua stessa maggioranza: con due assenti, in 5 non lo hanno votato”.
Qual è la sua posizione in argomento? “Vedo con favore il concludersi del gioco ai danni della città. Ma non mi faccio illusioni: temo che lo scontro di potere continuerà, con le sue ragioni inerspresse, con la sua natura antidemocratica. Assistiamo al degrado della politica: vecchia, arretrata e arrogante. Parliamo della ricostruzione pubblica, che è ferma. Parliamo del Piano regolatore, che è pronto dal 2017, ma è lettera morta; di Piazza d’Armi, opera appaltata, con 22 milioni bloccati; dei tre milioni in bilancio per la bonifica di San Giuliano, dove i lavori si attendono e degli impianti sportivi inutilizzabili. Si tratta di promesse disattese“.
Come agisce secondo lei questa maggioranza? “Non c’è progettualità, si vive alla giornata. Che cosa è stato fatto in positivo? Che cosa ne è stato di questo schieramento che al livello comunale doveva rompere gli ingranaggi e cambiare il mondo, determinando un’amministrazione trasparente? Captano l’attenzione, fuori dal contesto cittadino, le elezioni ad Avezzano e a Chieti. Ma parliamo di L’Aquila. Per la Perdonanza, per gli incendi, si sono espressi assessori senza delega (in sintesi Ambiente, Turismo, Urbanistica e Piano regolatore), con mirabile nonchalance. Per il futuro, dove non si decide a lungo termine, si è sempre in attesa di sorprese. Staremo a vedere“.

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