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Lettera aperta ai lavoratori e alle lavoratrici RIMATERIA

Pubblicato il 26 Maggio, 2021

Come abbiamo detto fin dall’inizio, i lavoratori di Rimateria devono essere garantiti, da subito, con una soluzione occupazionale certa, che rispetti i loro diritti ( anche dal punto di vista salariale ) e a tempo indeterminato. Sono loro l’anello più debole del sistema, non possono pagare per errori commessi da altri, nel passato o nel presente: la creazione di Rimateria da parte della precedente amministrazione comunale fu dovuta al fatto che ASIU aveva un debito mostruoso e la discarica era completamente fuori norma, mentre l’impianto TAP (Tecnologie Ambientali Pulite) veniva abbandonato.

A differenza di quanto promesso, Rimateria non ha trattato neppure un chilo di rifiuti provenienti dalla bonifica del SIN industriale piombinese, incamerando invece montagne di rifiuti provenienti da altri siti. L’attuale amministrazione non è stata capace di portare avanti un progetto industriale adeguato che sapesse opporsi al piano scelto dai privati, avallato dalla precedente amministrazione. Ai dipendenti Rimateria, se necessario, devono essere garantiti gli ammortizzatori sociali adeguati per continuare a vivere con dignità, anche in una eventuale fase di passaggio. Noi, operai cassintegrati del Camping CIG, lo affermiamo in base al medesimo criterio che abbiamo applicato a noi stessi, dipendenti delle acciaierie, molti in Cig da 7 anni. Bisogna lavorare tutti e tutte e svolgere attività lavorative che rispettino la salute degli addetti e della popolazione circostante; attività che siano un pezzo della rinascita sociale, ambientale e culturale dell’intero territorio.

Per questo abbiamo detto che la nuova acciaieria elettrica deve essere eco-compatibile, lontana dalla città; ci schierammo pure a suo tempo contro ipotesi improvvisate e demagogiche di ripartenza di afo e cokeria, altamente inquinanti, a ridosso delle abitazioni; così pure respingemmo la variante Aferpi, che disegnava il tracciato della 398 sotto le finestre delle famiglie del Cotone.

Analogamente, rivendichiamo la costruzione ex novo e lo spostamento in padule del treno rotaie, per liberare tutte le aree vicine alla città e connettere spazialmente il Tpp alla nuova acciaieria elettrica. Da sempre, chiediamo che si proceda finalmente con gli smantellamenti degli impianti dismessi e soprattutto con le bonifiche, le quali devono essere ben di più e di meglio di frettolose tombature dell’area industriale, inquinata da decenni. Bonifiche che abbiamo sempre pensato essere il vero ambito di lavoro per Rimateria, sotto controllo pubblico, e per i suoi dipendenti: non poteva avere un futuro un’azienda che voleva costruire una gigantesca discarica ad esclusivo uso dei soci privati per il loro profitto. Il lavoro deve essere utile alla società, come stabilisce la Costituzione Italiana, lo rivendichiamo pure per noi cassintegrati, nel quadro della nostra proposta del 2019 di Lavori di Pubblica Necessità attualmente in abbandono, da svolgere insieme ai disoccupati.

Oggi tutto questo è fattibile, se anche Piombino riesce a intercettare i soldi del Recovery fund: nella mobilitazione per i fondi europei deve unirsi dunque tutta la comunità di Piombino, dai lavoratori dipendenti agli autonomi, ai sindacati e alle istituzioni. Ai lavoratori di Rimateria va , dunque, tutta la nostra solidarietà e l’impegno, con le nostre modeste forze, a non lasciarli soli per affermare, insieme al loro e al nostro, il diritto a un lavoro degno e socialmente utile, nonché ai diritti nel lavoro, per tutti gli uomini e le donne che del proprio lavoro vivono. Coordinamento Art. 1-Camping CIG https://www.facebook.com/coordinamentoarticolo1campingcig