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Orazio Schillaci

Liste d’attesa nella sanità italiana: quasi 2 milioni di prestazioni fuori tempo nel 2026

Pubblicato il 29 Maggio 2026

Oltre 1,9 milioni di visite ed esami effettuati in ritardo

Nei primi quattro mesi del 2026, in Italia sono state registrate 1.914.458 prestazioni sanitarie erogate oltre i tempi massimi previsti. I dati arrivano dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che ha elaborato le informazioni raccolte attraverso la nuova piattaforma nazionale dedicata al monitoraggio delle liste d’attesa.

Nel dettaglio, le prime visite specialistiche effettuate in ritardo sono state 1.225.915, mentre gli esami diagnostici eseguiti fuori tempo massimo, tra cui Tac, risonanze magnetiche ed ecografie, hanno raggiunto quota 688.543.

L’analisi prende in considerazione tutte le classi di priorità – urgente, breve, differita e programmata – relative alle prenotazioni effettuate tramite Cup nelle strutture pubbliche e private accreditate di tutte le regioni italiane.

Segnali di miglioramento in gran parte delle regioni

Nonostante i numeri elevati, il confronto tra il primo quadrimestre del 2025 e quello del 2026 mostra una situazione in progressivo miglioramento.

La percentuale di rispetto dei tempi previsti per le visite specialistiche è salita dal 76,1% al 78,7%, mentre per gli esami diagnostici si è passati dall’83% all’84,7%.

Secondo Agenas, 16 regioni su 21 hanno registrato risultati positivi per quanto riguarda le visite specialistiche, mentre 15 regioni su 21 mostrano dati soddisfacenti sugli esami diagnostici.

Tra le regioni con le performance migliori per le prime visite figurano:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Emilia-Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Marche
  • Molise
  • Piemonte
  • Provincia Autonoma di Bolzano
  • Puglia
  • Toscana
  • Umbria
  • Veneto

Per gli esami diagnostici, invece, i risultati più incoraggianti arrivano da:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Emilia-Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Marche
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Toscana
  • Umbria
  • Veneto

Restano invece in difficoltà Abruzzo, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia e Valle d’Aosta, che mostrano criticità sia sulle visite sia sugli esami.

Liguria tra i casi più virtuosi

Tra gli esempi più positivi segnalati da Agenas spicca la Liguria. Il direttore generale Angelo Tanese ha sottolineato come la regione abbia evidenziato un miglioramento costante nella gestione delle prenotazioni e nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Anche la Puglia mostra segnali di crescita, pur mantenendo percentuali di rispetto dei tempi ancora inferiori alla media nazionale. Secondo Agenas, in diverse aree del Paese persistono problematiche organizzative che richiedono ulteriori interventi correttivi.

Arriva il nuovo “Cruscotto 2.0” per monitorare le liste d’attesa

Una delle principali novità introdotte da Agenas è il nuovo Cruscotto 2.0, un sistema online pensato per offrire ai cittadini una lettura immediata dell’andamento delle liste d’attesa nella propria regione.

Il sistema utilizza un codice colore semplice e intuitivo:

  • verde per le prestazioni erogate nei tempi previsti
  • giallo per quelle vicine alla scadenza
  • rosso per le prestazioni effettuate oltre i limiti stabiliti

Per la prima volta vengono pubblicati anche i dati regionali dettagliati, mentre in passato erano disponibili soltanto informazioni aggregate a livello nazionale.

Tra gennaio 2025 e aprile 2026, la piattaforma ha raccolto oltre 65 milioni di prenotazioni, di cui circa 32 milioni relative alle prime visite specialistiche e 33 milioni agli esami diagnostici.

Secondo Tanese, questa banca dati consentirà di monitorare con maggiore precisione le criticità territoriali e valutare l’efficacia delle misure adottate dalle regioni.

Appropriatezza dei codici di priorità: criticità nel Centro-Sud

L’analisi di Agenas mette in evidenza anche problemi legati all’assegnazione dei codici di priorità nelle prescrizioni mediche.

Le maggiori criticità si registrano in Basilicata, Campania, Molise, Calabria, Lazio e Puglia, dove una percentuale molto elevata di prenotazioni viene classificata con codice “P”, cioè programmabile entro 120 giorni.

Secondo Agenas, in alcune regioni questa categoria supera addirittura l’80% delle prescrizioni, una situazione considerata anomala per prime visite ed esami diagnostici.

La Basilicata registra l’85,5% di codici “P”, seguita dalla Campania con l’80,1%. Valori molto più bassi emergono invece in Toscana e Piemonte, entrambe sotto il 10%.

L’obiettivo dichiarato dall’Agenzia è uniformare i criteri di prescrizione tra le regioni per evitare disuguaglianze e ritardi non necessari.

Schillaci: “Il trend sta cambiando”

Durante la presentazione della nuova piattaforma, il ministro della Salute Orazio Schillaci, nella foto d’apertura, ha parlato di primi risultati incoraggianti legati al decreto sulle liste d’attesa approvato dal governo.

Secondo il ministro, le misure adottate negli ultimi mesi e la collaborazione con le regioni stanno contribuendo a migliorare il sistema sanitario pubblico.

Schillaci ha ribadito che ridurre i tempi di attesa significa garantire concretamente il diritto alla salute e restituire fiducia ai cittadini.

Il ministro ha inoltre sottolineato che il tema delle liste d’attesa è tornato al centro delle politiche sanitarie regionali e che il trend, finalmente, starebbe iniziando a invertire la rotta. Fonte: Ansa

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