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Marco Serra (©Getty Images)

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Marco Serra e la notte di San Siro che ha insegnato qualcosa di nuovo al calcio italiano

Pubblicato il 18 Gennaio, 2022

Un errore fatale quello del direttore di gara Marco Serra che nella serata di ieri è stato protagonista del match disputato tra Milan e Spezia.

La regola del vantaggio non assegnata al Milan ha visto la rete di Messias non convalidata dall’arbitro che ha scelto invece di assegnare la punizione a favore di Rebic. L’errore è stato immediatamente riconosciuto dallo stesso direttore di gara che ha chiesto scusa.

In questa specifica circostanza, il Var non è potuto intervenire perchè l’episodio in questione non rientra nella casistica stabilita dal protocollo. Una responsabilità dunque riconducibile esclusivamente a Marco Serra che -con ogni probabilità- riceverà una sospensione per diversi turni.

Quanto accaduto immediatamente dopo il fischio del calcio di punizione, ha mostrato il lato forse diverso di un calcio che l’Italia non è abituata a vedere. Rebic che si avvicina all’arbitro in un faccia a faccia dalla grande umanità. Un gesto che ha avuto diverse interpretazioni ma che in fin dei conti ha mostrato il vero lato umano degli arbitri, visti spesso come il “nemico” comune delle squadre.

Al triplice fischio, le telecamere di Dazn hanno mostrato come Serra abbia lasciato il terreno di gioco immediatamente, come se stesse per scoppiare in lacrime. Nessuno saprà cosa in quel momento sia passato per la testa del direttore di gara ma una conferma è stata data dai diversi calciatori del Milan che negli spogliatoi hanno trovato l’uomo in lacrime, tranquillizzandolo. L’esatto momento in cui tra Ibrahimovic, Rebic e Serra non c’è stata più differenza legata al ruolo di gara ma solo grande umanità.

Il Milan ha perso una grande occasione mentre lo Spezia per la prima volta è riuscito a sbancare San Siro. Ma cosa insegna questa partita?

Che dietro una figura come quella dell’arbitro c’è un essere umano capace di sbagliare e ammettere le proprie colpe.

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