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Giochi e report Pwc: i pericoli del mercato nero e la beffa per la legalità

Pubblicato il 26 Febbraio, 2022

Le restrizioni conducono ad un aumento del mercato illegale. E’ quanto emerge dai dati che costituiscono il report di PriceWaterhouseCoopers (Pwc) commissionato dal Betting and Gaming Council britannico e reso noto da Agimeg.
Infatti, secondo l’analisi “l’introduzione, in gran parte dei Paesi europei, di restrizioni in materia di giochi e scommesse ha portato ad un forte incremento del mercato illegale”.

Restrizioni e mercato nero

Nel solo Regno Unito, ad esempio, sono più che raddoppiati gli scommettitori che negli ultimi due anni di pandemia hanno utilizzato canali non autorizzati per giocare, passando da 220mila a 460mila utenti.

Ma anche la Francia, seconda in questa speciale classifica, dimostra la veridicità dei dati visto che “il mercato nero rappresenta il 57% del giro d’affari del comparto giochi”. “In Italia, – chiarisce Agimeg – dove la pubblicità di giochi e scommesse è completamente vietata a seguito degli effetti del Decreto Dignità, il mercato illegale rappresenta il 23%”.

Il gioco illegale contro il fisco

Un notevole danno per il fisco italiano, infatti il direttore generale di Adm, Marcello Minenna, ha quantificato in “20 miliardi di euro il giro d’affari del gioco illegale, che comporta un mancato introito per le tasche del fisco italiano di circa 4 miliardi di euro”.

A conti fatti, “questa analisi – pone in risalto Pwc – suggerisce che il Regno Unito ha un mercato del gioco d’azzardo online più ‘aperto’ ed attualmente ha una quota di mercato senza licenza inferiore rispetto ai benchmark europei“. “

“Sebbene non sia possibile isolare l’impatto delle singole determinazioni normative, – prosegue Pwc – la valutazione suggerisce che le giurisdizioni con normative più restrittive, tendono a mostrare una elevata quota di mercato di operatori senza licenza”

Ecco cosa succede con maggiori restrizioni

In pratica anche la Danimarca che ha imposto rigide restrizioni agli operatori con licenza legale che offrono bonus ai clienti, ha portato l’autorità fiscale danese a registrare un aumento del 9% della quota di mercato nero. In Svezia, invece, un sondaggio a livello nazionale ha rilevato che il 38% dei consumatori che aveva scelto di autoescludersi dagli operatori con licenza legale si è spostato per scommettere su siti online di operatori senza licenza, che eludono qualsiasi misura di protezione dei giocatori.

Il gioco d’azzardo online

“Questa analisi – spiega Pwc – suggerisce che il Regno Unito ha un mercato del gioco d’azzardo online più ‘aperto’ ed attualmente ha una quota di mercato senza licenza inferiore rispetto ai benchmark europei“. “Sebbene non sia possibile isolare l’impatto delle singole determinazioni normative, la valutazione suggerisce che le giurisdizioni con normative più restrittive, tendono a mostrare una elevata quota di mercato di operatori senza licenza”.

Il report, mette in luce il fatto che è necessario tutelare le persone a “rischio”, visto che il gioco può portare a situazioni estreme di ludopatia ma, misure troppo ristrettive per tutti, producono l’effetto opposto e quindi, rendono più fiorente il mercato nero.

I regolamenti in Francia

E’ evidente infatti che “quando abbiamo introdotto i nostri regolamenti in Francia nel 2010, – a spiegarlo è l’ex consigliere generale dell’autorità di regolamentazione del gioco pubblico francese, Rhadamès Killy  – abbiamo appurato come il mercato nero fosse più esteso negli Stati europei in cui la normativa era più restrittiva. È necessario un equilibrio per regolamentare efficacemente, ma senza portare i giocatori sul mercato nero: credo che sia meglio raggiungere l’equilibrio quando le restrizioni mirate si concentrano sul sostegno per le persone a rischio, ma non ostacolano o puniscono eccessivamente i giocatori in generale“.

Imparare dalle lezioni

In sostanza questa ricerca Pwc mostra i pericoli del mercato nero: “dobbiamo imparare le lezioni che arrivano dall’estero e fare la scelta giusta. I membri Bgc da soli danno lavoro a quasi 120.000 persone e pagano 4,5 miliardi di sterline di tasse nel Regno Unito. Il mercato nero, ovviamente, non paga tasse e non dà lavoro a nessuno nel nostro Paese”.

Per questa ragione “Il Bgc chiede al governo di prendere in considerazione misure mirate che proteggano i giocatori d’azzardo vulnerabili, ma non un approccio generale che potrebbe portare la stragrande maggioranza di coloro che oggi scommettono in sicurezza a rivolgersi al mercato nero”.

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