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Miramare, Minicuci: “Dimissioni unica via d’uscita. Falcomatà, basta nascondersi”

Processo Miramare, il Tribunale di Reggio Calabria ha emesso la sentenza. 1 anno e 4 mesi di reclusione per
il Sindaco Giuseppe Falcomatà, 1 anno a tutti gli altri imputati per “abuso d’ufficio”. Assolti invece tutti gli
imputati dall’accusa di falso.
Antonino Minicuci, già candidato sindaco a Reggio Calabria, commenta quanto deciso dal Tribunale di
Reggio Calabria.
“La premessa è d’obbligo oltre che sincera. Auguro al sindaco Falcomatà e a tutti gli imputati di poter
riuscire a dimostrare la propria innocenza sino all’ultimo grado di giudizio.
Allo stesso tempo, il timore è quello di dover augurare buon lavoro a Falcomatà per la sua nuova avventura
da dipendente del comune di Milano. Appare complicato comprendere le ragioni che hanno spinto Falcomatà
a ricandidarsi a sindaco, nonostante la pesante spada di Damocle che pendeva sul suo capo e buona parte
della giunta del primo mandato. Appare doppiamente complicato comprendere le ragioni alla luce della
condanna che era già arrivata, seppur tramite rito abbreviato, per l’ex assessore Angela Marcianò, segnale
che difficilmente sarebbe andata in modo diverso per Falcomatà.
Così facendo, il sindaco ha deciso deliberatamente di lasciare il l’amministrazione comunale e metropolitana
senza una vera guida, dopo 7 anni di catastrofi e alla vigilia di un momento storico decisivo per la nostra
città, che grazie alle opportunità offerte dal Pnrr all’orizzonte vede il rilancio oppure gli abissi più profondi.
Ricordo come nel 2012, a fronte di uno scioglimento del comune che negli anni si è scoperto essere
infondato, gli esponenti locali del Partito Democratico esultavano. La Corte di Cassazione, nei giorni scorsi,
ha stabilito che il Comune di Reggio Calabria non andava sciolto, diversamente da quanto accaduto
all’amministrazione Arena in modo ingiusto.
Oggi, il Tribunale ha condannato chi 9 anni fa festeggiava, ma noi invece non esultiamo. Le dimissioni da
parte della maggioranza sarebbero la soluzione ideale non solo dal punto di vista politico ma anche della
dignità e della possibilità di poter presto offrire nuovamente ai reggini un’amministrazione nel pieno delle
proprie funzioni.
Dignità e integrità, lo si è visto in relazione alla vicenda dei brogli elettorali, che purtroppo abitano
lontanissimo rispetto alla maggioranza che oggi occupa Palazzo San Giorgio. Non rimane quindi che offrire
il sostegno e la disponibilità al neo vice sindaco Paolo Brunetti, con l’auspicio che si possa registrare una
inversione di tendenza, ma deve verificarsi una rivoluzione rispetto al totale immobilismo e alla mancanza di
democrazia consiliare registratisi in questi 7 anni abbondanti”, conclude Minicuci.

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