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Noale, ok del Consiglio Metropolitano al Piano di Assetto del Territorio

2.3.2021 – Il Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) di Noale ha seguito un iter molto lungo. Iniziato nel 2008, un anno dopo ha visto la sottoscrizione dell’accordo di pianificazione tra il Comune di Noale, la Regione Veneto e l’allora Provincia di Venezia.

“Nel 2014, appena eletta la mia amministrazione, – ricorda il Sindaco Patrizia Andreotti – insieme all’ufficio tecnico abbiamo immediatamente ripreso l’iter del piano, che era rimasto fermo ai primi passaggi, collaborando innanzitutto con la Regione poi con la neonata Città Metropolitana.

Il complesso percorso è stato frutto di un lavoro impegnativo che ha visti coinvolti gli uffici comunali, quelli regionali oltre che della città metropolitana, senza dimenticare i cittadini Noalesi che hanno presentato varie osservazioni – continua il Sindaco Andreotti.

E’ giusto ricordare che, fino al 2015, la Città Metropolitana deteneva le competenze in tema urbanistico e che, successivamente alle elezioni regionali del 2015, le stesse erano state trasferite alla Regione del Veneto salvo poi, nell’ultimo anno, tornare nuovamente alla Città Metropolitana.

Il PAT è lo strumento urbanistico che evidenzia tutti gli aspetti del territorio di Noale disciplinando le invarianti di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica, in conformità agli obiettivi ed indirizzi espressi nella pianificazione territoriale di livello regionale. Una guida tecnica che individua ambiti, determina limiti, evidenzia rispetti e detta criteri. – sottolinea il Sindaco –

Ad agosto 2016 il PAT è stato adottato dal Consiglio Comunale di Noale, e sono stati quindi depositati tutti gli elaborati assieme agli atti relativi alla valutazione ambientale strategica (V.A.S.) regionale. Sono state anche recepite 66 osservazione. Ad aprile 2018 l’amministrazione ha preso atto dell’avvenuta conclusione delle attività tecniche istruttorie relative alle osservazioni  pervenute ed è iniziata una fase di concertazione con la Direzione Regionale di Pianificazione Territoriale e con la Commissione Regionale VAS, che si è conclusa a luglio 2020 con la redazione del verbale di condivisione della proposta tecnica di controdeduzione delle osservazioni al PAT.” – conclude Patrizia Andreotti –

“Il Consiglio Metropolitano di Venezia ha espresso parere favorevole, ai fini dell’approvazione del PAT di Noale, pochi giorni fa in data 26 febbraio 2021. I prossimi passaggi saranno: convocazione della conferenza dei servizi, pubblicazione sul BUR, invio ai cittadini/tecnici che hanno fatto osservazioni della comunicazione in risposta tramite posta e avvio del Piano degli Interventi (P.I.) o Piano del Sindaco – dichiara l’Assessore all’urbanistica Alessandra Dini-.

Alla base, la volontà determinata di valorizzare le risorse della città e di riqualificazione, proprio attraverso scelte strategiche di ampio respiro, non legate alla singola porzione del territorio cittadino, ma inserite nel contesto complessivo.

Il PAT di Noale è nato per essere un piano urbanistico sostenibile, redatto con la preoccupazione di rispondere ai bisogni del prossimo futuro, ma anche con l’attenzione di non compromettere la possibilità per le generazioni di trovare risposte ai loro bisogni.

Attraverso un articolato lavoro di analisi storica, paesaggistica, ambientale e urbanistica si è costruito un quadro conoscitivo rigoroso del territorio, che ha permesso di individuare le caratteristiche salienti di ciascun punto e, al contempo, della città nel suo complesso: le aree da tutelare, le aree da riqualificare e recuperare, e infine le aree che potranno o dovranno essere trasformate. – continua l’assessore Dini –

Le aree da riqualificare e recuperare non sono più considerate come un problema da risolvere, ma bensì una risorsa della città esistente; aree essenziali per la rivitalizzazione di parti importanti della città già costruita ed abitata.

Per il P.A.T, in sintonia con il principio di sostenibilità, terra, aria, acqua sono le risorse ambientali primarie che vanno tutelate e rigenerate proprio per assicurare, anche per il futuro, la qualità di vita che caratterizza il nostro territorio.

Ma il principio di sostenibilità, per essere efficace, deve essere applicato in modo attivo come guida delle azioni e non solo a posteriori come verifica di quello che si è già fatto.

Sotto il profilo insediativo, ad esempio, è essenziale difendere la sostenibilità della struttura, proprio rafforzando il modello urbano esistente.

In ognuna di queste polarità dovranno essere presenti tutti i servizi principali pubblici e privati ed in gran parte già ci sono: la chiesa, la scuola, i negozi dei generi alimentari, l’ambulatorio medico, il verde pubblico e quant’altro è giusto ed è comodo avere vicino al luogo dove si abita con la propria famiglia.

Sarà garantita l’accessibilità a piedi o in bicicletta con brevi percorsi in sicurezza, ed anche i parcheggi saranno ottimizzati al servizio di più attrezzature. Possiamo affermare di aver privilegiato l’urbanistica a misura d’uomo – conclude l’assessore Alessandra Dini.

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