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12 ore sulle spalle

Foto di Erik Jennings Simões

Il padre non può camminare e il figlio 24enne lo porta sulle spalle per 12 ore per fare il vaccino

Porta sulle spalle il padre, attraversando la foresta fitta e impervia per far vaccinare il papà. E’ questa la storia di Tawy un ragazzo di 24 anni, la cui famiglia appartiene a una tribù isolata nel cuore dell’Amazzonia, gli Zóè, etnia di appena 325 uomini e donne che abitano, riuniti in 50 piccole comunità, nella selva amazzonica del Nord del Pará, in Brasile. Suo padre di anni ne ha 67 ed è stato colpito da gravi problemi di salute che gli impediscono di camminare.

12 ore di cammino

Il timore anche in quei luoghi è rappresentato da covid 19, e quindi l’obiettivo era raggiungere l’avamposto dove i medici stavano realizzando le vaccinazioni contro il virus tanto temuto per far immunizzare il genitore e salvarlo, da pericoli più insidiosi.

Ecco perchè quando Tawi ha sentito il messaggio alla radio con cui l’équipe medica, presente nei pressi della sua comunità, comunicava la distribuzione delle dosi di vaccino nel Nord del Pará, si è messo in marcia.

Ha legato il papà con il suo jamanxim, una portantina di corde intrecciate, e siè messo in viaggio. E ce l’ha fatta. Immaginate, un passo davanti all’altro, con il solo obiettivo di far star bene il papà. Tawi, ha così camminato nella foresta impervia per la bellezza di dodici ore – sei all’andata e altre sei al ritorno –, guadando ruscelli, arrampicandosi su pendii scoscesi, schivando rami-trappola, sfidando la fitta vegetazione senza pensare per un solo attimo di arrendersi.

12 ore sulle spalle
Foto di Erik Jennings Simões – Instagram

Lo scatto di EriK Jennings

Il gesto ha commosso a tal punto Erik Jennings Simões, capo della squadra sanitaria, che ha voluto ha scattare la foto che ritrae il giovane con il papà sulle spalle e con un solo scatto ha raccontato l’immagine più significativa dell’anno appena trascorso. Per il neurochirurgo 52enne, da vent’anni impegnato nella cura dei popoli della foresta, la foto di questi «Enea e Anchise amazzonici» dà un segnale di speranza nel mezzo della nuova escalation di contagi nel mondo.

Lo scatto, infatti, non è di oggi ma di quasi un anno fa: Tawy e Wahu, questo il nome del papà hanno ricevuto il vaccino tanto agognato e sono ritornati indietro nel loro cammino. Altre 6 ore ma con più soddisfazione.



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