Pubblicato il 29 Agosto 2026
La commemorazione nel luogo dell’agguato
Sono trascorsi 35 anni dall’assassinio di Libero Grassi, l’imprenditore palermitano diventato un simbolo della lotta alla mafia per aver scelto di non piegarsi alle richieste di pizzo.
Questa mattina, 29 agosto 2026 alle 7.30, lo stesso orario in cui venne ucciso, Palermo ha ricordato Grassi in via Vittorio Alfieri, nel luogo in cui il commando mafioso portò a termine l’agguato.
Il ricordo della famiglia
Come avviene ogni anno, i figli di Libero Grassi, Alice e Davide, hanno dipinto di rosso il tratto di marciapiede davanti al luogo dell’omicidio e hanno affisso il tradizionale manifesto scritto a mano.
La famiglia ha infatti scelto di non installare una targa commemorativa, preferendo affidare alla propria iniziativa personale il compito di mantenere vivo il ricordo dell’imprenditore.
Nel manifesto si ricorda che il 29 agosto 1991 Libero Grassi fu assassinato dalla mafia, ma anche che la sua vicenda rappresentò una denuncia contro l’omertà, l’indifferenza della politica e la mancanza di una risposta adeguata da parte delle istituzioni.
Un imprenditore che rifiutò il ricatto mafioso
Grassi pagò con la vita la sua decisione di rifiutarsi di versare il pizzo alla mafia. Il suo gesto di ribellione al racket lo rese una delle figure più rappresentative della lotta contro le estorsioni mafiose.
La sua scelta arrivò in un periodo in cui il pagamento del pizzo era ancora una pratica diffusa e il contrasto alle organizzazioni criminali incontrava forti resistenze sociali e istituzionali.
A 35 anni dalla sua morte, la sua storia continua quindi a essere ricordata come un esempio di coraggio civile e di opposizione al potere mafioso.
Le autorità presenti alla cerimonia
Alla commemorazione hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine.
Tra i presenti figuravano il prefetto di Palermo Massimo Mariani, l’assessore regionale Nuccia Albano, l’assessore comunale Maurizio Carta, il presidente della Corte d’Appello Antonio Balsamo e il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio.
Hanno preso parte alla cerimonia anche i vertici di Guardia di finanza, Carabinieri e Polizia, insieme a Tano Grasso, presidente onorario della Federazione antiracket italiana (Fai), Antonello Cracolici, presidente della Commissione antimafia dell’Ars, e Leoluca Orlando, eurodeputato.
Il ricordo di Libero Grassi, a più di tre decenni dall’omicidio, continua così a richiamare l’importanza della lotta al racket e della denuncia contro ogni forma di pressione mafiosa.

