Pubblicato il 29 Maggio 2026
Tecnologia e intelligenza artificiale al centro del futuro economico
Secondo il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, la tecnologia rappresenta oggi il terreno decisivo per il futuro dell’economia italiana. Intelligenza artificiale, robotica e innovazione stanno trasformando profondamente i processi produttivi, imponendo nuove sfide al sistema economico e industriale del Paese.
Panetta ha però avvertito che la rivoluzione tecnologica non genererà automaticamente benessere diffuso. Per questo motivo, ha sottolineato la necessità di governare lo sviluppo dell’IA affinché resti al servizio delle persone e della società, evitando una concentrazione eccessiva del potere tecnologico nelle mani di pochi soggetti.
Prestiti e banche: “Serve prudenza, ma senza bloccare il credito”
Nel corso delle considerazioni finali, il governatore ha invitato gli istituti di credito a mantenere un atteggiamento prudente nella concessione dei finanziamenti, soprattutto alla luce delle incertezze legate ai conflitti internazionali e al possibile aumento dei tassi.
Allo stesso tempo, Panetta ha messo in guardia contro una stretta indiscriminata del credito, che rischierebbe di penalizzare famiglie e imprese in una fase economica già delicata.
Ha inoltre evidenziato che le garanzie pubbliche introdotte durante la pandemia dovrebbero tornare alla loro funzione originaria: sostenere soltanto le imprese solide ma temporaneamente in difficoltà nell’accesso ai finanziamenti. L’obiettivo, ha spiegato, è correggere i fallimenti del mercato senza distorcere il sistema del credito.
Economia italiana: crescita più debole e rischi dal contesto internazionale
Panetta ha riconosciuto che dal 2019 l’economia italiana ha mostrato una buona capacità di resistenza. Tuttavia, negli ultimi mesi la crescita ha perso slancio, anche a causa del peggioramento dello scenario geopolitico, delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e delle difficoltà dell’economia tedesca.
Il conflitto nel Golfo Persico, ha spiegato, ha aggravato una situazione già fragile. Secondo il governatore, nei prossimi mesi l’attività economica potrebbe restare debole, fino ad arrivare, negli scenari peggiori, a una fase di stagnazione o contrazione.
Panetta ha poi lanciato un avvertimento chiaro: senza un forte aumento della produttività, l’Italia rischia di rimanere bloccata in una crescita strutturalmente modesta. Per questo motivo ha chiesto politiche capaci di favorire sviluppo, redditi e prosperità nel lungo periodo, insieme a una riduzione stabile del debito pubblico.
Europa chiamata a reagire con più unità e rapidità
Nel suo intervento, il governatore della Banca d’Italia ha sottolineato anche il ruolo dell’Europa, affermando che l’Unione ha finalmente iniziato a reagire ai profondi cambiamenti globali e all’instabilità internazionale.
Secondo Panetta, però, ora è necessario accelerare: gli obiettivi devono tradursi rapidamente in decisioni concrete, investimenti e risultati tangibili. Ha inoltre ribadito che una maggiore unità europea rappresenta la vera condizione per rafforzare il continente sul piano economico e geopolitico.
Via libera alle aggregazioni bancarie
Dalle considerazioni finali emerge anche un’apertura alle operazioni di aggregazione tra banche, purché siano progettate in modo efficace.
Panetta ha spiegato che fusioni ben costruite possono rendere il sistema bancario italiano più competitivo, avvicinandolo alla struttura dei principali Paesi europei. L’obiettivo deve essere quello di creare istituti più solidi ed efficienti, capaci di sostenere l’economia reale e offrire servizi migliori a costi contenuti.
Giovani e istruzione: “Da qui passa il futuro del Paese”
Per il governatore, il vero parametro del successo dell’Italia sarà la capacità di offrire opportunità concrete alle nuove generazioni.
Panetta ha denunciato il rischio di un circolo vizioso in cui un sistema produttivo poco innovativo riduce la domanda di lavoro qualificato, scoraggiando gli investimenti nell’istruzione. A sua volta, la mancanza di competenze rende più difficile adottare nuove tecnologie.
Ha ricordato che tra il 2020 e il 2024 circa 100mila giovani hanno lasciato l’Italia per trasferirsi all’estero e che la spesa italiana per l’istruzione resta inferiore di un punto di Pil rispetto alla media europea.
Secondo Panetta, creare condizioni favorevoli per i giovani non è solo una priorità economica, ma una responsabilità civile. Solo così, ha concluso, l’Italia potrà affrontare un mondo sempre più frammentato e trasformare la transizione tecnologica in un’opportunità di crescita, lavoro e fiducia nel futuro.
Guerra nel Golfo e inflazione: rischio picco oltre il 6% nell’Eurozona
Richiamando le ultime analisi della Bce, Panetta ha evidenziato i rischi legati all’eventuale aggravarsi del conflitto nel Golfo Persico.
Negli scenari più negativi, un prolungamento della guerra e nuovi danni alle infrastrutture energetiche potrebbero sottrarre un punto percentuale alla crescita europea nel biennio 2026-2027.
Inoltre, l’inflazione dell’Eurozona potrebbe superare il 6%, restando elevata più a lungo se lo shock energetico dovesse estendersi ad altri settori dell’economia.
Nello scenario base della Bce, invece, la crescita dell’area euro è prevista allo 0,9% nel 2026, con una successiva ripresa all’1,5% negli anni seguenti. L’inflazione salirebbe temporaneamente al 2,6% prima di tornare verso l’obiettivo fissato dalla banca centrale.

