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La lettera del papà di Chiara Gualzetti, uccisa a 15 anni, al papà di Giulia: “Oggi vorrei abbracciarti perché…”

Pubblicato il 5 Dicembre, 2023

Si terranno oggi i funerali di Giulia Cecchettin a Padova, dove è previsto l’arrivo di 10.000 persone, alle ore 11:00 nella basilica di Santa Giustina. La cerimonia sarà officiata dal vescovo, monsignore Claudio Cipolla, e all’esterno sono previsti due maxi-schermi.

I funerali saranno trasmessi in tv su Canale 5 e saranno visti anche da Filippo Turetta che si trova in carcere. Il padre della ragazza leggerà una lettera e in tutto il Veneto il governatore Zaia ha proclamato il lutto regionale. Le bandiere saranno a mezz’asta e saranno cancellate le lezioni mattutine all’Università di Padova, dove Giulia stava per laurearsi, e saranno chiusi gli uffici comunali a Vigonovo, dove la 22enne viveva.

Alle 14:00 ci sarà poi una seconda cerimonia più intima, nella chiesa parrocchiale di Saonara, a pochi chilometri da Vigonovo e Fossò, dove la ragazza è stata uccisa prima di essere abbandonata vicino al lago di Barcis.

La lettera del papà di Chiara Gualzetti a Gino Cecchettin: “So cosa provi”

Dopo la tragica notizia della morte di Giulia il papà, Gino Cecchettin, aveva parlato di un dolore atroce ma aveva detto che doveva farsi forza per gli altri due suoi figli. Dopo la perdita della moglie a distanza di circa un anno ha dovuto dire addio anche alla figlia, ma non è solo in questo momento.

Tantissime le persone che hanno mostrato la loro vicinanza e tra queste c’è anche Vincenzo Gualzetti, papà di Chiara Gualzetti, la 15enne uccisa nel giugno del 2021 nel parco dell’Abbazia di Monteveglio da un amico.

Gualzetti ha annunciato di voler incontrare e abbracciare Gino Cecchettin, al quale ha indirizzato una lettera pubblicata sul Corriere della Sera: “Caro Gino, oggi sarò accanto a te, al funerale della tua Giulia. Ci voglio essere e vorrei tanto abbracciarti, perché ho provato sulla mia pelle il calore di ogni singolo abbraccio quando è toccato a me essere ‘il padre di una ragazza uccisa’. Siamo fratelli di un destino simile, io e te. Da quando il nome e il viso di Giulia sono entrati nella mia vita mi sono sentito anch’io un po’ suo padre.

Ha raccontato che, nei giorni in cui Giulia era scomparsa, ha rivissuto le stesse terribili sensazioni di quando morì la figlia: “Ho sperato per lei, pregato per lei, mi sono angosciato per lei, come se all’improvviso fossero tornate quelle ore di abisso vissute a casa mia, a giugno di tre anni fa. L’avevo cercata per un giorno, uno solo. Mi ero arrampicato per ogni sentiero, avevo guardato dietro ogni cespuglio, ma — pensa che amara consolazione — il mio sgomento era durato appena un giorno. Non oso nemmeno immaginare cosa puoi aver vissuto tu per tutti quei giorni di buio aspettando di sapere…”.

I due uomini sembrano accomunati da un tragico destino poiché, oltre ad aver perso le figlie barbaramente uccise, entrambi hanno perso anche la moglie: “Anch’io, come te, non ho più mia moglie, e sono sicuro che il male che se l’è portata via sia cresciuto assieme al dolore per aver perduto Chiara. Anch’io, come te, cerco di ragionare e dare un senso a quello che è successo, anche se tutta questa violenza un senso non ce l’ha”.

Una piattaforma contro i femminicidi

Nei giorni scorsi Gualzetti ha lanciato una piattaforma contro i femminicidi, un progetto che parte da 3 punti chiave: certezza di scontare la pena, pena adeguata al crimine commesso, possibilità di eliminare l’attenuante della giovane età.

“Chi ha sofferto come me la perdita di una figlia, di una sorella, di una madre, si faccia avanti. Insieme potremo cambiare le cose” – questo è l’invito di Gualzetti, che ha lanciato una raccolta fondi per sostenere il suo progetto.

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