Pubblicato il 25 Agosto 2026
La proposta per la manovra 2027
La Lega torna a mettere le pensioni al centro del confronto sulla prossima legge di bilancio. L’idea allo studio è introdurre una nuova forma di flessibilità in uscita che permetta ai lavoratori di andare in pensione già a 64 anni, lasciando loro la possibilità di scegliere se anticipare o meno il pensionamento.
La proposta arriva mentre si avvicina il nuovo adeguamento dei requisiti pensionistici legato all’aumento dell’aspettativa di vita. Dal 1° gennaio 2027 l’età richiesta per la pensione di vecchiaia dovrebbe aumentare di un mese, arrivando a 67 anni e un mese.
A rilanciare il tema è stato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, intervenuto al Meeting di Rimini. Secondo la Lega, non sarebbe accettabile chiedere ai lavoratori di rimanere occupati fino a 67 anni mentre le aziende accelerano sull’introduzione dell’intelligenza artificiale e sull’automazione dei processi produttivi.
Pensione anticipata a 64 anni: come funzionerebbe
Il progetto prevede una possibilità di uscita dal lavoro a 64 anni, senza trasformarla necessariamente in un obbligo. Chi scegliesse questa strada dovrebbe però accettare condizioni differenti rispetto alla pensione ordinaria.
In particolare, l’ipotesi della Lega è quella di applicare integralmente il metodo di calcolo contributivo. L’importo dell’assegno sarebbe quindi determinato sulla base dei contributi effettivamente versati durante la carriera lavorativa e dei relativi coefficienti di trasformazione.
Si tratterebbe di un meccanismo destinato ad avere un peso crescente nel sistema previdenziale, soprattutto per i lavoratori che hanno iniziato la propria attività dopo il 1995.
Secondo Durigon, l’introduzione della flessibilità potrebbe rendere superfluo un intervento specifico per congelare l’aumento dell’età pensionabile previsto dal prossimo anno. Le due misure, infatti, sarebbero alternative: chi avesse la possibilità di uscire a 64 anni non sarebbe costretto ad attendere il nuovo requisito della pensione di vecchiaia.
La promessa del superamento della legge Fornero
Il tema si inserisce in un dibattito previdenziale che il governo Meloni aveva affrontato già nella campagna elettorale, con l’obiettivo dichiarato di superare la legge Fornero.
Una riforma complessiva del sistema, però, non è ancora arrivata. Nel frattempo, i requisiti per la pensione di vecchiaia sono destinati a essere adeguati all’andamento della speranza di vita: un mese in più dal 2027 e un ulteriore incremento previsto dal 2028, secondo le regole attualmente delineate.
La proposta della Lega punta quindi su una soluzione più circoscritta: offrire ai lavoratori una maggiore libertà nella scelta del momento in cui lasciare il lavoro, accettando però le conseguenze sul calcolo dell’assegno.
Non solo pensioni: salario e welfare tra le priorità
La Lega vorrebbe inserire nella manovra anche altri interventi sul lavoro. Tra le priorità indicate figurano la detassazione degli aumenti salariali derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi e un possibile rafforzamento degli incentivi al welfare aziendale.
L’obiettivo dichiarato è sostenere il reddito dei lavoratori e, contemporaneamente, favorire una maggiore efficienza delle imprese.
Il tema pensionistico viene collegato proprio alle trasformazioni del mercato del lavoro. Secondo la Lega, l’avanzata dell’intelligenza artificiale dovrebbe accompagnarsi a una revisione delle modalità di uscita dal lavoro, soprattutto per le persone che si trovano nelle fasi finali della carriera.
La posizione dell’Inps
Sul progetto previdenziale il presidente dell’Inps Gabriele Fava mantiene una posizione prudente. L’istituto, ha spiegato, seguirà le decisioni che saranno assunte dal legislatore, senza anticipare valutazioni definitive sulla compatibilità della proposta con l’equilibrio finanziario del sistema pensionistico.
Parallelamente si discute anche di un possibile nuovo strumento di previdenza destinato ai giovani. L’ipotesi è quella di creare un “terzo pilastro” previdenziale, attraverso un fondo a capitalizzazione che potrebbe accompagnare i cittadini fin dalla nascita.
La proposta ha ricevuto un’apertura da parte della ministra del Lavoro Elvira Calderone. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche la possibilità che sia proprio l’Inps a gestire questo nuovo strumento di risparmio previdenziale.
Il nodo principale resta quello delle coperture
Ogni intervento sulla previdenza dovrà però fare i conti con le risorse disponibili. È proprio sulle coperture finanziarie che la Lega intende concentrare una parte importante del confronto all’interno della maggioranza.
Matteo Salvini ha indicato come possibile fonte di finanziamento una maggiore tassazione degli extraprofitti delle banche. Secondo il leader della Lega, gli istituti di credito stanno registrando risultati particolarmente elevati e potrebbero quindi contribuire al finanziamento delle misure previste dalla prossima manovra.
L’ipotesi non riguarderebbe genericamente tutti gli utili bancari, ma la differenza tra gli interessi attivi e quelli passivi, considerata dalla Lega come una componente significativa dei maggiori guadagni degli istituti.
Salvini ha richiamato anche il modello adottato dalla Spagna, ipotizzando che un prelievo aggiuntivo del 5% su una base di profitti nell’ordine dei 40-42 miliardi di euro potrebbe generare circa 2 miliardi di entrate all’anno.
Manovra 2027, il confronto nella maggioranza
La partita sulla legge di bilancio si preannuncia quindi articolata. Accanto alle pensioni, nella maggioranza si discute di riduzione dell’Irpef per il ceto medio, detassazione delle tredicesime, sanità, scuola e sostegno ai redditi.
La Lega punta a caratterizzare il proprio intervento soprattutto sul fronte previdenziale, cercando di portare in manovra una soluzione che consenta di anticipare l’uscita dal lavoro.
Per ora si tratta ancora di una proposta politica in fase di elaborazione. La definizione dei requisiti, dei costi e delle effettive coperture sarà decisiva per capire se la pensione a 64 anni potrà davvero entrare nella legge di bilancio 2027.

