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Piedimonte Etneo, trasportano rifiuti speciali in maniera irregolare, nei guai padre e figlio

Forse speravano di passare “inosservati”, i due uomini che, transitando con un Fiat Iveco colmo di rifiuti

Pubblicato il 10 Febbraio, 2024

Forse speravano di passare “inosservati”, i due uomini che, transitando con un Fiat Iveco colmo di rifiuti vari, sono stati invece fermati e poi denunciati dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Randazzo per attività di gestione di rifiuti non autorizzata“.

Al riguardo, nella mattinata, i militari dell’Arma, nell’ottica del potenziamento dei servizi di contrasto dell’illegalità diffusa avviati dal Comando Provinciale, hanno pattugliato una zona più decentrata del centro abitato e, percorrendo una strada secondaria del comune di Piedimonte Etneo, via Castagneto Vecchio, hanno visto un FIAT Iveco Daily colmo di rifiuti di varia natura.

Siccome dal cassone del predetto autocarro sporgevano, infatti, diversi grossi oggetti, i Carabinieri hanno fatto accostare il mezzo a bordo del quale, vi era l’autista, un 53enne e il figlio 22enne.

I due, entrambi di Linguaglossa, sono stati denunciati perché in seguito alle verifiche effettuate dai militari l’autocarro è risultato nella disponibilità del 53enne il quale non hanno saputo spiegare la provenienza, la destinazione dei rifiuti e non hanno neppure esibito alcuna autorizzazione relativa alla movimentazione e gestione di rifiuti ferrosi.

Dagli accertamenti effettuati dai Carabinieri il proprietario del Daily è risultato non essere iscritto all’albo nazionale dei Gestori Ambientali ed altresì il mezzo era privo di assicurazione obbligatoria, revisione e carta di circolazione.

All’interno del cassone erano presenti rifiuti speciali non pericolosi di vario genere tra cui: una rete metallica, due sedie in ferro, numerosi telai per cancelli e finestre, lamiere di varie forme e dimensioni, puntelli per l’edilizia, e persino un intero cartello stradale (ossia completo di cartello e palo di sostegno) e una sedia a rotelle.

Al termine della verifica il mezzo è stato sequestrato sia per le violazioni al codice della strada che per quelle sulla normativa ambientale (T.U. dell’ambiente) e padre e figlio, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine per analoghe vicende giudiziarie, sono stati denunciati per “attività di gestione di rifiuti non autorizzata“.

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