Pubblicato il 18 Settembre 2026
Romano Prodi interviene sul provvedimento varato dal governo che prevede l’esenzione dal bollo per il 2027 sulle auto fino a 80 kW e sui motocicli, misura che l’esecutivo punta successivamente a rendere strutturale. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri, riguarda un solo veicolo per cittadino e coinvolge una platea potenziale di oltre 24 milioni di persone.
L’ex presidente del Consiglio ha espresso una valutazione fortemente critica durante un’intervista a Piazzapulita, contestando soprattutto la capacità della misura di incidere sulle difficoltà economiche delle famiglie.
Prodi: “È un bonus, non una misura per chi ha bisogno”
Secondo Prodi, il provvedimento può essere apprezzato perché consente di pagare meno tasse, ma non sarebbe sufficientemente mirato verso le famiglie in maggiore difficoltà.
“Il bollo elettorale piace alla gente perché dice che paga meno tasse, ma è una vergogna”, ha affermato il professore durante la trasmissione condotta da Corrado Formigli su La7.
Nel suo ragionamento, Prodi paragona l’intervento a un bonus generalizzato, osservando che l’agevolazione non è legata al reddito, ma alle caratteristiche del veicolo. Il governo, infatti, ha previsto l’esenzione senza un limite Isee e per un solo mezzo, con l’obiettivo dichiarato di intervenire su una tassa considerata particolarmente impopolare.
L’ex premier ha quindi messo in dubbio l’effetto concreto del provvedimento sul bilancio delle famiglie più esposte al caro energia e all’aumento dei costi quotidiani.
Il confronto con Vannacci e le possibili alleanze
Nel corso dell’intervista il discorso si è spostato anche sul quadro politico e sul rapporto tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci.
Prodi ha definito il possibile rapporto tra i due come un legame funzionale alle esigenze elettorali, utilizzando nuovamente la metafora del “bollo”. Secondo l’ex presidente del Consiglio, Meloni e Vannacci sarebbero destinati a mantenere un rapporto politico perché reciprocamente utili in vista delle elezioni.
“È come il bollo elettorale, è il bollo Vannacci”, ha detto Prodi, sostenendo che un’eventuale intesa potrebbe essere formalizzata prima o dopo il voto, anche in funzione degli equilibri politici che emergeranno.
Prodi critica Meloni sulla politica europea
Una parte significativa dell’intervento ha riguardato anche il ruolo dell’Italia nell’Unione europea.
Prodi ha sostenuto che Meloni avrebbe potuto svolgere una funzione di collegamento tra Francia e Germania, contribuendo a rafforzare il progetto europeo. A suo giudizio, invece, la presidente del Consiglio starebbe mantenendo una posizione più prudente sull’integrazione europea e sul superamento del principio dell’unanimità.
Si tratta di una valutazione politica espressa dallo stesso Prodi nel corso dell’intervista: l’ex premier ha definito l’Europa sostenuta dall’attuale governo come un’Europa “di basso profilo” e ha accusato Meloni di voler mantenere un’Unione più debole.
L’allarme sull’AfD in Germania
Infine, Prodi ha espresso forte preoccupazione per la crescita dell’AfD in Germania, collegando lo scenario tedesco al futuro dell’Unione europea.
L’ex presidente del Consiglio ha ipotizzato conseguenze molto pesanti per il progetto europeo nel caso in cui il partito tedesco ottenesse la vittoria alle prossime elezioni. “Se in Germania vince l’AfD, l’Europa è finita”, ha dichiarato nel corso di Piazzapulita.
Le dichiarazioni di Prodi si inseriscono così in un intervento che ha toccato tre temi distinti ma collegati dal dibattito politico attuale: il nuovo intervento sul bollo auto, i possibili equilibri tra Meloni e Vannacci e il futuro dell’integrazione europea.

