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Produttore Romano indagato per il riciclaggio di soldi della Camorra tramite il cinema

Pubblicato il 18 Marzo, 2022

Nei guai Daniele Muscariello, 44 anni, nell’ambito di un’indagine dei Carabinieri contro la Camorra, che avrebbe utilizzato il cinema romano per “ripulire” i soldi

L’indagine che ha portato stamattina all’arresto di Daniele Muscariello, regista romano di 44 anni, nasce dall’operazione dello scorso 18 Gennaio che ha incastrato i narcotrafficanti Elvis Demce e Ermal Arapaj.

Il 44enne, dopo un lungo periodo nel mondo del calcio, ha fondato due case di produzione cinematografica indipendenti: la Union film e la Henea productions. Muscariello non sapeva di essere sotto intercettazione telefonica, il suo ruolo nel giro di riciclaggio di soldi, secondo gli inquirenti, emerge ben chiaro in una telefonata in cui l’indagato è piuttosto esplicito: “Perché un film può costare 200 mila euro, ma può costare pure 50 milioni di euro”.

Sempre al telefono, Muscariello vantava amicizie con politici e deputati, ma il rapporto in realtà lo avrebbe avuto con O’ Pirata, esponente di punta del gruppo camorristico D’Amico. Così alle prime luci di questa mattina i Carabinieri gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare, mentre vige la presunzione di innocenza e si attende il giudizio definitivo.

Tra i film di Muscariello anche: “All’alba perderò” selezionato al “Los Angeles film festival” come miglior film italiano 2021.

Tra le 9 persone arrestate in questa operazione anche un Carabiniere e un’agente di Polizia. I due prendevano i soldi da Napoli e li consegnavano a Muscariello che li avrebbe poi dovuti riciclare. L’asse in cui si spostavano le somme di denaro sporco passavano per un azienda viticola a Monte Porzio Catone, dove poi andavano nelle casse del regista come “sponsorizzazione di opere cinematografiche” per una somma di 200 mila euro al giorno. La guardia di Finanza ha attualmente sequestrato 1 milione e 500 mila euro.