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Ragusa. Acquisto test rapidi inaffidabili? On. Dipasquale (PD): “Accertare qualità dei kit e, se necessario, ritirarli subito”

Pubblicato il 10 Febbraio, 2022

Con una lettera indirizzata all’assessorato regionale alla Sanità, al direttore generale del’ASP di Ragusa dr. Aliquò e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Ragusa, l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico all’ARS, ha sollevato la questione dell’acquisto di oltre 3milioni di kit di test rapidi rinofaringei, per una spesa complessiva di 3 milioni e 200mila euro, che però potrebbero essere di prima generazione e conseguentemente inefficaci a individuare le ultime varianti di Coronavirus.

“Si tratterebbe – spiega Dipasquale – di un  gravissimo errore, non solo per il fatto in sé, ma anche perché l’utilizzo di questi kit restituirebbe esiti inattendibili generando situazioni pericolose come nel caso di persone contagiate dalla cosiddetta variante omicron, ma risultate negative a test ormai superati, con la conseguente facilitazione alla circolazione del virus. Nello specifico la questione riguarda l’acquisto di oltre 3milioni di kit, con una spesa che supera i 3milioni e 200mila euro, € 1,09 per tampone, già “vecchi” e che nel 50% dei casi restituiscono dei falsi negativi. Una situazione che, come si può facilmente intuire, incide negativamente su tutto il sistema sanitario regionale, dal conteggio dei nuovi positivi alla tracciabilità dei malati ecc.”.

“Inoltre, durante l’ultima seduta della Commissione regionale Antimafia e Anticorruzione, ieri – continua Dipasquale – ho sottoposto all’attenzione dell’organo parlamentare questa vicenda chiedendo la convocazione urgente di una seduta ad hoc per trattare l’argomento. Mi auguro, ovviamente, che siano state fatte tutte le verifiche del caso e, nel caso le notizie di inefficacia dovessero rivelarsi reali, che siano immediatamente ritirati tutti i kit inadeguati”.
“Chiaramente – conclude il parlamentare dem – mi aspetto che tutti gli organi di competenza avviino i controlli del caso, se non l’hanno già fatto, perché ritengo che il danno conseguente a questa possibile grave criticità potrebbe essere enorme se non arginato immediatamente”.

Ricordiamo che il dirigente generale del dipartimento per la Pianificazione strategica dell’assessorato regionale della Salute, Mario La Rocca aveva subito precisato che «i tamponi acquistati dall’Asp di Ragusa per conto della Regione Siciliana sono gli stessi in uso in tantissime Regioni italiane e hanno livelli di sensibilità e specificità notevolmente superiori ai parametri minimi fissati dalla circolare ministeriale n.0000705 dell’8 gennaio 2021, che ha previsto che i test rapidi siano utilizzabili in alternativa ai molecolari, purché in possesso di requisiti minimi di performance superiori all’80% per quanto riguarda la “sensibilità” e al 97% per quanto riguarda la “specificità”».