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Reggina, ancora una sconfitta. Al Castellani finisce 3-0 per l’Empoli

Pubblicato il 7 Novembre, 2020

Tre gol sul groppone e una mini-crisi da affrontare. È quello che lascia in dote ad una spenta Reggina la sonora sconfitta del Castellani. L’Empoli fa la voce grossa mettendo a nudo la distanza che c’è tra una neopromossa e una squadra che punta al ritorno in A. infatti, dopo una buona partenza in campionato, gli amaranto hanno raccolto appena 3 punti nelle ultime 5 uscite, sprofondando in 12esima posizione con sole 3 lunghezze su chi occupa la zona retrocessione. Ok, è ancora troppo presto per parlare di classifica, ma serve per far capire l’involuzione di una squadra che, fino alla trasferta di Chiavari, aveva ben impressionato facendo sognare i tifosi. Dal rigore subito da Mancosu al 90° di una partita dominata, la Reggina e la sua stella, quel Jeremy Menez assente per squalifica, hanno smesso di brillare.

Anche a Empoli, la mancanza di prolificità dell’attacco (appena 7 i gol realizzati in altrettante partite) ha pesato su una partita vinta con merito dai toscani che dopo 42 secondi sfiorano il vantaggio. Nel primo tempo gli amaranto reggono, pur rischiando in un paio di occasioni, ma nella ripresa arriva il tracollo. All’Empoli basta 1’ 27” per trovare il vantaggio con Mancuso che sfrutta una uscita errata di Guarna. La Reggina, con tutto il centrocampo ammonito, soffre le giocate in velocità dei padroni di casa che raddoppiano al 59’ con Matos sul filo del fuorigioco. A chiudere i conti, Olivieri, appena entrato, che mette alle spalle di Guarna dopo un pregevole dribbling.

A impressionare negativamente è la mancata reazione della squadra di Toscano. Forse le attese dei tifosi, le aspettative troppo alte, avevano fatto fare voli pindarici anche ai giocatori che, delusione dopo delusione (Entella, Cosenza, Pordenone e Spal), hanno smarrito le sicurezze. “È la serie B, bellezza”, verrebbe da dire.

I problemi mostrati sono molti. Intanto il calo fisico che si palesa nei secondi tempi (eccezion fatta per la Spal) e che permette agli avversari di prendere il sopravvento. I gol subiti sono in tutto 9, 8 dei quali incassati nella ripresa. Fin quando il centrocampo corre e fa filtro, la difesa riesce a reggere. Non appena la mediana cala di intensità, gli avversari affondano tra le maglie amaranto come il coltello nel burro.

Ma analizziamo il reparto. Il solo Crisetig appare di un certo lignaggio. I vari Bianchi, Folorunsho, De Rose e Marcucci (ancora oggetto misterioso), sono ottimi comprimari, buoni per una società che punti alla salvezza. Il 34enne Faty, invece, potrebbe fare la differenza ma i problemi fisici ne hanno limitato l’impiego. Un po’ poco per far sogni pindarici, soprattutto se difetta il fiato. Sospeso il giudizio sugli esterni (Liotti, Rolando, Situm, Di Chiara).

E l’attacco? Nelle ultime 4 partite, le reti realizzate sono solo 2, ovvero quelle di Lignano contro il Pordenone. Nelle prime uscite, un Menez in gran spolvero aveva coperto le magagne, ma non appena il francese si è appannato, ecco che sono apparsi i limiti della rosa della Reggina.

Spesso si arriva bene ai 20 metri, ma manca l’ultimo passaggio e, quando si riesce a mandare al tiro un compagno, manca il cinismo della punta che attacca la porta. Denis, grande campione di 39 anni, non può bastare. Il resto della batteria è una scommessa o quasi: Lafferty (sentite condoglianze per la prematura scomparsa della sorella) non ha mai superato le 12 reti in campionato; Vasic, 29enne, ha raggiunto il proprio massimo l’anno scorso nell’Akropolis (serie B svedese) con 9 reti in 18 partite.; Charpentier, 21 anni, le sue esperienze sono in Lettonia e ad Avellino con 11 reti in 34 presenze totali. Nel calderone, mettiamoci anche Mastour, un giocatore da ricostruire e che ha mostrato timidi segnali di ripresa, e anche Bellomo, ottimo sulla trequarti offensiva ma non certo un goleador.

La serie B è un campionato lungo e complesso dove ci sono formazioni molto più attrezzate e pronte della Reggina per il salto di categoria. Dal Brescia all’Empoli, dal Lecce alla Spal, passando per Monza, Chievo, Frosinone, Cittadella e Pordenone. Se poi butti via 4/5 punti contro avversari abbordabili per cali di tensione, allora tutto si complica.

Forse il problema sta tutto negli obiettivi. Se da questa squadra si pretende la serie A, allora il peso delle responsabilità che una maglia come quella amaranto porta con sé toglierà fiato e sicurezze ai giocatori. Se, invece, si punterà ad essere una “matricola terribile” (come fu la banda Scala), allora le soddisfazioni saranno maggiori delle delusioni.

La prossime 4 sfide rappresentano un primo spartiacque per la Reggina. Pisa (C), Monza (T), Brescia(C), Chievo (T) diranno se la squadra del presidente Gallo si sarà ritrovata o meno. La pausa arriva come una manna: sapranno le sapienti mani di mister Toscano plasmare a dovere questa Reggina?