Pubblicato il 29 Luglio 2026
L’Istat registra un cambio di tendenza dopo oltre due anni
Per la prima volta dopo dieci trimestri consecutivi, la crescita delle retribuzioni contrattuali torna a essere inferiore all’andamento dell’inflazione. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dall’Istat, che evidenziano un’inversione rispetto al trend registrato negli ultimi due anni e mezzo.
Gli stipendi crescono del 2,5% su base annua
Nel secondo trimestre del 2026, le retribuzioni contrattuali orarie hanno registrato un incremento medio del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel dettaglio:
- Settore privato: aumento del 2,3%.
- Pubblica amministrazione: crescita del 2,7%.
Si tratta di un ritmo di crescita che, pur rimanendo positivo, non è stato sufficiente a compensare l’aumento del costo della vita.
Inflazione al 3%: il potere d’acquisto torna a ridursi
Nello stesso periodo, infatti, l’inflazione si è attestata al 3% su base annua, superando l’incremento delle retribuzioni contrattuali.
Questo significa che, dopo dieci trimestri in cui gli stipendi erano cresciuti più rapidamente dei prezzi, nel secondo trimestre del 2026 il potere d’acquisto dei lavoratori torna a subire una lieve erosione, segnando un’inversione della dinamica osservata negli ultimi mesi.

