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Rifiuti a Roma, piano di pulizia Gualtieri in difficoltà: Tmb soffre e i cassonetti sono sempre strapieni

Tenere pulita Roma sembra sempre più difficile, l’impianto di Rocca Cencia fatica e i marciapiedi sono stracolmi di rifiuti

La città di Roma è alle prese con l’ennesima emergenza rifiuti. Dalle periferie al centro la situazione non è diversa: tantissimi i marciapiedi colmi dei sacchi di spazzatura. La pulizia straordinaria annunciata dal neo sindaco Gualtieri già fatica a decollare: da una parte ci sono le carenze organizzative di Ama, dall’altra il modello di raccolta romano sta dimostrando a pieno i suoi limiti, con i cicli di smaltimento in sofferenza alla minima falla impiantistica.

Secondo alcuni dati riferiti dall’assessora all’Ambiente e Rifiuti Sabrina Alfonsi, il 60% delle macchine “madri” sono fuori servizio, da molto attenderebbero le operazioni di manutenzione. In particolare, il più frequente guasto riscontrato è quello all’impianto oleodinamico, a causa dell’utilizzo di un olio idraulico difettoso. In questo modo diminuiscono i giri di raccolta, i cassonetti strabordano, i cittadini che li trovano pieni lasciano i sacchetti sui marciapiedi e non effettuando correttamente la separazione dei materiali così l’indifferenziato aumenta circa 2500/3000 tonnellate quotidiane.

Questo il motivo per cui anche l’unico impianto di trattamento a disposizione di Ama, il Tmb di Rocca Cencia, fatica a reggere i ritmi.

A peggiorare ancora di più la situazione diversi “atti vandalici” eseguiti negli ultimi giorni da parte di chi non ne può più di vedere i cassonetti sempre pieni. E’ il caso di quanto successo qualche notte fa a Villa Gordiani, dove un gruppo di persone incappucciate ha rovesciato i cassonetti e riempito le strade. Non è escluso che le ribellioni possano ripetersi nei prossimi giorni.

Nel quadrante est di Roma i disservizi risultano più pesanti delle altre zone, contro il Campidoglio a tal proposito ha inveito il minisindaco delle Torri Nicola Franco, unico presidente di municipio di centrodestra. In una nota scrive: “Ho inviato una lettera al prefetto di Roma, al presidente della Regione Lazio, al sindaco di Roma, all’Au di Ama e al direttore generale dell’Asl Roma 2, affinché vengano presi interventi urgenti e immediati, anche attraverso l’assunzione di provvedimenti straordinari. Il protrarsi di questa situazione di pericolo, infatti, comporterebbe un serio rischio per la salvaguardia della tutela della pubblica incolumità”.

Oltre ai provvedimenti straordinari, la giunta Gualtieri è chiamata a rivedere il modello di raccolta rifiuti, tra stradale e porta a porta. C’è la proposta dei lavoratori di Lila che da anni propongono le postazioni assistite, dove i romani verrebbero guidati nel conferimento e non sarebbe quindi più possibile gettare i sacchetti senza rispettare le regole. Un primo presidio di questo tipo era stato testato nell’era Raggi in IV municipio, ma è stato presto smantellato. 

Inoltre c’è il problema degli impianti di smaltimento di riferimento. Roma si appoggia sul Tmb di Rocca Cencia, sui due di Malagrotta e sul termovalorizzatore di San Vittore nel Lazio. Ma solamente questi non reggono il fabbisogno capitolino e per questo si smaltiscono molto spesso in giro per l’Italia: dalla Toscana, al Veneto, all’Abbruzzo con accordi temporanei secondo gli stati di necessità e mai con soluzioni definitive.

E’ stato aperto un tavolo con la Regione Lazio e raggiunta un’intesa tra Ama e la società Mantova ambiente fino al 31 dicembre 2022. Inoltre è stata chiesta la disponibilità a impianti di incenerimento e smaltimento in Toscana. Ama sta proseguendo poi nella ricerca di ulteriori sbocchi e contemporaneamente accelerando sulla sottoscrizione dei contratti con gli operatori aggiudicatari dei lotti della gara di Invitalia della scorsa estate. 

L’assessora chiede tempo, la città sta ripartendo ma per un problema così radicato serve una risoluzione graduale. “Le soluzioni possano scaturire solo dall’impegno comune di tutte le amministrazioni coinvolte, che finalmente tornano a lavorare insieme, dopo tanto tempo, per il bene di Roma” conclude Alfonsi.

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