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Rimateria: le considerazioni dell’assessore Bezzini

Si stanno leggendo troppe inesattezze, affermazioni confuse e contraddittorie, per cui è opportuno fare chiarezza, su una vicenda, come quella di Rimateria, in cui ancora oggi si fa disinformazione pesante con il solo scopo di legittimare e difendere quella politica che ha sulle proprie spalle la drammatica responsabilità di scelte che hanno inciso pesantemente sulla nostra comunità. Ma non si può più difendere l’indifendibile con la mistificazione: ecco perché l’unico modo per fare chiarezza è leggere i documenti che esistono e che danno esattamente contezza della vicenda.
Il 31 marzo 2021 la Regione Toscana ha dichiarato non accoglibile l’istanza di AIA presentata dalla società Rimateria  
causa la mancata ottemperanza alle prescrizioni imposte  dalla VIA rilasciata a novembre 2019 e in base alle quali l’autorizzazione poteva  essere rilasciata solo a completa ottemperanza di quanto  disposto.  Dal 31 di marzo niente è cambiato, per cui quell’atto mantiene intera la sua validità. L’alternativa è avviare un nuovo procedimento di VIA. 
Di recente invece la società ha presentato due nuove richieste, ed è a queste che si riferiscono i vari comunicati quando parlano di “aperture da parte della Regione”. Vediamoli.
Con la prima, ha chiesto la possibilità di realizzare una copertura provvisoria della ex-Lucchini, meno costosa rispetto alla definitiva, motivandola con la necessità di non precludersi la possibilità di ampliamento di volumi, nel caso la Regione rilasciasse l’Aia.
La Regione ha risposto che non ci sono motivi ostativi  alla realizzazione di opere di copertura provvisoria,  che non siano in contrasto con la realizzazione della copertura definitiva che deve comunque essere fatta” Questo, fatte salve eventuali osservazioni da parte degli enti competenti. Quindi una lettera di risposta, non un decreto autorizzativo. 
Con la seconda, la società ha chiesto di aumentare i volumi di conferimento sugli spazi attualmente autorizzati, a seguito del processo di assestamento  del corpo dei rifiuti: la regione ha autorizzato 6000 metri cui in più (non 65000 come scrivono alcuni o 25000 come scrivono altri)  nei limiti temporali stabiliti: cioè  entro gennaio 2022. Chi scrive mesi aggiuntivi  dice cose  non vere: i termini della chiusura del cono rovescio rimangono gli stessi stabiliti dal cronoprogramma. Inoltre, su questo, la Regione ha richiesto la presentazione di documenti integrativi , al fine di una disamina più completa, e il pare di ARPAT.
Appare chiaro, quindi, che non c’è nessuna intenzione da parte della Regione di recedere da quanto prescritto in sede di VIA. Non potrebbe fare altrimenti. 
Gli enti si muovono mediante decreti e delibere, non con le lettere di “apertura”. Del resto lo stesso assessore regionale  Monia Monni ha spiegato tutto con parole che il Comune di Piombino non può non condividere:”Va detto chiaramente: la Regione in questa complessa vicenda è stata sempre chiara, esplorando tutti gli spazi possibili per individuare le opportune soluzioni. Ognuna di queste, però, non poteva che poggiare sul rispetto delle norme ambientali, che è sempre la precondizione per qualunque progetto venga vagliato dall’amministrazione regionale”.
Carla Bezzini, assessore all’Ambiente

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