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Roma

Roma: il termovalorizzatore della discordia inquina la maggioranza di Gualtieri

Pubblicato il 20 Aprile, 2022

“Il Piano Rifiuti della Regione Lazio non prevede l’installazione di nuovi inceneritori. Un vincolo che vale per tutti i territori del Lazio, compresa Roma”, così Roberta Lombardi.

L’assessora alla Transizione Ecologica della Regione Lazio dice no con fermezza al termovalorizzatore annunciato da Roberto Gualtieri. Ma i problemi per il sindaco di Roma potrebbero arrivare non solo dalla Regione, ma anche dall’interno dell’ampio schieramento.

Contro l’idea del termovalorizzatore si sono espressi sia il consigliere di Europa Verde Nando Bonessio sia i consiglieri Alessandro Luparelli e Michela Cicculli di Sinistra Civica Ecologista. Non hanno i numeri per mettere in crisi la maggioranza sui rifiuti, ma questa presa di posizione netta contro la proposta del primo cittadino rappresenta nei fatti la prima vera incrinatura nei rapporti interni al centrosinistra dalla vittoria alle comunali.

Per Lombardi, esponente del Movimento 5 Stelle nominata assessora da Zingaretti lo scorso marzo, l’idea di Gualtieri “non è fattibile”. Non solo: questa idea, ha dichiarato ancora, “non troverà mai il nostro consenso e non ha nulla a che vedere con la transizione ecologica, perché un inceneritore di tale portata, di ecologico non ha proprio nulla. Gualtieri ci spieghi come Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero possano conciliarsi con la creazione di un impianto monstre da 600mila tonnellate”. Per l’assessora di Zingaretti “un progetto simile non risolverebbe i problemi dei rifiuti a Roma e andrebbe contro tutti i dettami dell’Unione Europea e di quell’economia circolare dietro la quale ci si vuole nascondere per giustificare una scelta vecchia e ambientalmente dannosa. Il futuro è vedere i rifiuti come preziosa risorsa di materie prime seconde, vista anche la carenza a livello mondiale di sempre più materiali, e non certo come un problema da incenerire”.


Per Nando Bonessio e Marco Cacciatore, consigliere regionale di Europa Verde e Presidente della Commissione Rifiuti Urbanistica e Politiche abitative della Regione Lazio, la realizzazione del termovalorizzatore va “in una direzione diametralmente opposta rispetto a ogni ragionamento di buon senso e sostenibilità, oltre che di contrarietà all’indirizzo non solo del Piano Rifiuti Regionale, ma di tutto il quadro normativo vigente”. Per Europa Verde l’unica strada percorribile è “la spinta sulla differenziata partendo dall’organico, sul recupero materia prima che energetico, sull’autosufficienza e prossimità: tutti elementi ribaditi e rinforzati nello Pacchetto Economia Circolare dell’UE”.

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