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Putin

Russia al voto per la Duma: tre giorni di elezioni nel pieno della guerra in Ucraina

Pubblicato il 19 Settembre 2026

La Russia torna alle urne per il rinnovo della Duma di Stato, la Camera bassa del Parlamento. Il voto si svolge dal 18 al 20 settembre 2026 e rappresenta il primo appuntamento parlamentare nazionale dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022.

Si vota per 450 deputati

Gli elettori sono chiamati a scegliere i 450 componenti della nuova Duma, che resteranno in carica per cinque anni. Il sistema elettorale prevede 225 seggi assegnati attraverso le liste di partito e altri 225 attraverso collegi uninominali.

Le operazioni di voto sono state distribuite su tre giornate, con la giornata ufficiale fissata per il 20 settembre. La decisione è stata formalizzata dalla Commissione elettorale centrale russa.

Una competizione politica fortemente controllata

La campagna elettorale si svolge in un contesto nel quale la competizione politica appare fortemente limitata. Russia Unita, il partito che sostiene il presidente Vladimir Putin, partecipa alla consultazione insieme ad altre formazioni rappresentate nella Duma.

Tra i partiti esclusi dalla competizione figura Yabloko, formazione che ha assunto una posizione apertamente contraria alla guerra in Ucraina. Secondo diverse analisi, l’esclusione delle forze più critiche nei confronti del Cremlino riduce ulteriormente lo spazio per un’opposizione politica organizzata.

Il voto anche nei territori occupati dall’Ucraina

Uno degli aspetti più controversi della consultazione riguarda la partecipazione elettorale nei territori ucraini che Mosca rivendica come parte della Federazione Russa, tra cui Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia.

La Russia ha organizzato il voto anche in queste aree, mentre l’annessione dei territori non è riconosciuta dalla comunità internazionale. Secondo Associated Press, le autorità russe hanno incluso per la prima volta queste regioni nelle elezioni parlamentari dopo l’inizio dell’invasione su larga scala.

Le accuse sulle modalità del voto

Sul processo elettorale sono arrivate critiche da osservatori indipendenti e governi stranieri. Tra le contestazioni vengono citate pressioni sui dipendenti pubblici, mobilitazione delle risorse statali e un maggiore ricorso al voto elettronico, modalità che secondo alcuni osservatori può rendere più difficile verificare autonomamente il processo.

Le autorità russe respingono le contestazioni e presentano invece le elezioni come un appuntamento istituzionale destinato a confermare la stabilità del Paese.

Putin: accusa a Kiev di interferire nelle elezioni

Nel giorno dell’apertura dei seggi, Vladimir Putin ha accusato l’Ucraina di voler interferire nelle elezioni parlamentari russe, sostenendo che Kiev starebbe ostacolando anche i negoziati per porre fine alla guerra.

Le accuse del presidente russo sono state riportate da Reuters, che precisa come Putin non abbia fornito prove a sostegno della contestazione.

Un voto che si intreccia con la guerra

Le elezioni si tengono quindi mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo quinto anno e continua a condizionare la politica interna ed estera di Mosca.

Il rinnovo della Duma arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema politico russo, con il governo impegnato a mantenere il controllo del processo decisionale e con le forze di opposizione più critiche sottoposte a forti limitazioni. I risultati del voto contribuiranno a definire la composizione del Parlamento per il prossimo quinquennio.

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