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Scuola Grande di San Marco, riflessioni tra metodo clinico e indagine poliziesca con Umberto Curi e Diego Ponzin

Lunedì 13 dicembre alle ore 17.00 la presentazione dell’ultimo romanzo di Ponzin: “La struttura del giallo e del nero”, Mimesis Edizioni

Serata a sostegno del restauro di un antico libro di medicina.

9.12.2021 – Cos’hanno in comune il medico e il detective? Entrambi, in fondo, compiono un’indagine: il detective necessita di occhio clinico per analizzare gli indizi a disposizione, il medico investiga isintomi per giungere alla diagnosi. Sarà questo lo spunto iniziale per l’incontro tra il filosofo Umberto Curi e il medico oculista e scrittore Diego Ponzin in occasione della presentazione del libro “La struttura del giallo e del nero” (di Diego Ponzin, Mimesis Edizioni) che si terrà lunedì 13 dicembre alle ore 17.00 nella Sala dell’Albergo presso la Scuola Grande di San Marco, in Campo San Giovanni e Paolo a Venezia, con la partecipazione dell’attrice Elena Finardi.

La serata è organizzata dalla Scuola Grande di San Marco con il patrocinio di Ulss 3 Serenissima, per sostenere il progetto di restauro di un antico libro di medicina della sua Biblioteca Storica, un volume originale di anatomia risalente al diciassettesimo secolo (Anno 1677), impreziosito da antichi disegni e tavole esplicative.

Al centro del dibattito l’ultima fatica letteraria di Diego Ponzin, oculista padovano e veneziano di adozione, medico e scrittore, che ha da poco dato alle stampe il suo terzo romanzo noir. Un viaggio fra storie che si incrociano, fondamentalismo religioso, terrorismo suicida, incontro fra culture in una vicenda che trova il suo punto di svolta all’interno del Carcere Due Palazzi di Padova.

394 pagine per completare, con questo episodio, la serie poliziesca che ha per protagonista la coppia non convenzionale di investigatori creata da Diego Ponzin, l’ex ladro Tobia Mariotti e il funzionario dei Servizi Segreti Francesco Bernardi, in una storia che narra di incontri e scontri fra culture, evoluzioni personali e intrighi polizieschi, in un romanzo d’azione dove i colpi di scena, prima che agli eventi, appartengono all’anima dei personaggi.

Traendo spunto dalle vicende narrate e dalla curiosa corrispondenza, colta anche nel libro, tra le figure del medico e del detective, interviene così il filosofo Umberto Curi, curatore della prefazione: “Si può motivatamente affermare che non soltanto non si dia contraddizione fra i due ambiti di investigazione, ma che essi sono perfettamente coincidenti e intercambiabili, al punto che un medico, per essere tale, non può che comportarsi come il detective che tenta risanare le ferite inferte dai crimini al corpo sociale”.

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