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Settimana europea per la riduzione dei rifiuti: l’impegno di Venezia per ridurre la plastica

12.11.2021 – Sette giorni di eventi per rendere i cittadini più consapevoli dell’impatto dei propri consumi sull’ambiente e sul clima, limitando la quantità di scarti prodotti ogni giorno. E’ il proposito della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (European week for waste reduction) in programma dal 20 al 28 novembre, che quest’anno è dedicata alle “Comunità circolari”. In quest’ambito l’assessore De Martin è intervenuto ieri, 11 novembre, al seminario online “Transizione ecologica – Le nuove frontiere della ricerca e dell’applicazione”, il primo di un ciclo di incontri a tema organizzati da Veritas, Ca’ Foscari e IUAV.

De Martin ha riferito della partecipazione di Venezia alla campagna globale ‘Plastic Smart cities’ del Wwf che punta a prevenire e ridurre l’uso di plastica e il suo conferimento. “Dal 2015 stiamo cercando di potenziare la raccolta differenziata nel centro storico e nelle isole, dove è più difficile raccogliere i rifiuti riciclabili. Siamo riusciti ad elevare il conferimento grazie al porta a porta con le chiatte, grazie anche ad una sensibilizzazione in corso da due anni a cui i cittadini hanno reagito bene. Serve fornire i giusti strumenti alla popolazione che vuole conferire responsabilmente”.

L’assessore si è poi interrogato sul futuro della raccolta, muovendo da esempi concreti. “Dobbiamo ridurre la produzione di rifiuti o aumentare gli strumenti perché sono destinati a crescere? Conferire significa poi smaltire. La pesca, ad esempio, come attività economica produce moltissima plastica di ‘sfrido delle reti di confezionamento’: si tratta di un rifiuto speciale che abbiamo smaltito grazie a un accordo con il settore. Abbiamo posizionato dei cassonetti nominali per la raccolta plastica dei pescatori, raccogliendone grandi quantità. Solo a Pellestrina ogni anno se ne producono 170 tonnellate, un dato utile da conoscere per porre correttivi. Con una delibera di Giunta (n.199/2018) abbiamo dunque assimilato questi rifiuti alla plastica conferita a livello domestico”. Un problema collegato all’inquinamento marino, disciplinato da norme che disincentivano la raccolta, denuncia l’assessore: “I rifiuti di mare possono essere galleggianti, affondati o spiaggiati. Le tre metodologie di raccolta implicano una responsabilità di chi deve prelevarli e conferirli e quindi nessuno lo fa. Si sta lavorando per migliorare la legge. Inoltre i rifiuti raccolti in spiaggia sono un costo a carico della collettività”.

De Martin ha ripercorso quindi le misure poste in campo da Venezia in materia di raccolta di rifiuti: “Nel 2018 il Comune ha aderito al Codice etico di Charta Smeralda, iniziativa della One Ocean Foundation per la riduzione delle plastiche in mare. Nel 2019 la città ha conquistato due bandiere blu. Pur essendo la capitale del mare ci mancava una politica ambientale sul diporto e la bandiera blu corrispondente. Grazie alla Marina di Certosa abbiamo avviato un percorso. Sempre nel 2019 abbiamo iniziato a erogare finanziamenti per chi organizza feste e sagre cittadine che adottino misure che riducano la produzione di rifiuti di plastica. Nel 2021 poi, abbiamo aderito all’iniziativa del Wwf ‘Plastic Smart cities’ con la città di Smirne, in Turchia, contro l’inquinamento da plastica. Un progetto che mira anche a sviluppare soluzioni innovative e iniziative di coinvolgimento del pubblico. Nel 2019 è stato anche approvato il Regolamento edilizio al cui interno è stata inserita la dichiarazione del ‘ciclo di vita dei materiali’. La scelta dei materiali è importante per il riutilizzo se l’edificio fosse trasformato o abbattuto”.

Infine l’assessore ha invitato a un maggiore senso di responsabilità la cittadinanza: “Ora come non mai grazie ai giovani, più maturi degli adulti nella consapevolezza ambientalista, dobbiamo compiere scelte importanti. Servono surrogati della plastica, che a parità di prestazioni siano facilmente riciclabili. E’ un materiale che va sostituito, come fu per l’amianto. A casa sappiamo fare una buona cernita dei rifiuti, facciamola in fretta anche in spazi pubblici, sentendoci tutti protagonisti di questa trasformazione. Inoltre i 25 milioni di turisti che ogni anno visitano Venezia producono rifiuti. Serve la riassegnazione alla città della legge speciale”.

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