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Sofia Goggia

Sofia Goggia si rifugia nell’abbraccio di papà Ezio: “Saprò rialzarmi” (VIDEO)

Pubblicato il 6 Febbraio, 2024

Fra le braccia di papà Ezio. Il suo primo sostenitore, il suo rifugio. Sofia Goggia riappare così sui social dopo l’ennesimo choc, l’ennesimo infortunio, l’ennesima, dura prova da affrontare con la forza che la contraddistingue.

Non è stata un’imprudenza o la conseguenza del suo sciare sempre al limite, sfidando curve, dossi e alta velocità. Stavolta è stata solo sfortuna.

Sofia Goggia

Sofia Goggia si ritrova di nuovo di fronte a un incidente che le ripropone, nel buio dell’infortunio e di un’operazione già effettuata con successo dal dottor Panzeri e dalla sua équipe (la notte è passata tranquilla, oggi Sofia inizierà la fisioterapia “passiva”), uno scenario ben noto: tentare una prodigiosa risalita dopo una rovinosa caduta.

“Anche stavolta saprò rialzarmi”.

Si stava allenando in gigante a Ponte di Legno, in vista della gara di sabato ad Andorra. Il 30 gennaio a Plan de Corones era stata quinta, miglior piazzamento nella specialità da anni, segno che stava tornando forte pure nella disciplina che nel 2016 l’aveva lanciata. In una curva lo sci ha agganciato una porta, la campionessa ha inforcato ed è caduta. Era sola, non l’ha vista nemmeno Luca Agazzi, il suo allenatore.

Lo sci incastrato è la metafora di un altro incrocio con un destino cattivo. Frattura della tibia e del malleolo tibiale della gamba destra. “Ha subito capito di essersi fatta male, era rassegnata”, spiega Panzeri. La frattura era scomposta, “non il massimo per l’articolazione, anche se il pieno recupero ci sarà”.

Sono state usate placche fini pensando al momento in cui potrà rimettere lo scarpone. Sarà il traguardo remoto, da inseguire con pazienza. Nelle innumerevoli visite dal chirurgo – cominciate a 15 anni – Sofia ci ha abituato a recuperi pazzeschi. Nel 2018 si ruppe il perone sinistro, ma riuscì a partecipare al Mondiale 2019 e a essere seconda in superG.

Dopo l’infortunio del gennaio 2021 a Cortina si riprese in 23 giorni, andò ai Giochi di Pechino per difendere il titolo olimpico e tornò con un argento di inestimabile valore. Poi l’episodio del dicembre 2022, a St. Moritz: mano rotta in discesa (dopo essere giunta alle spalle della vincitrice Elena Curtoni), operazione lampo a Milano, ritorno in Svizzera per la seconda libera, trionfo 17 ore dopo l’intervento in anestesia generale. Chi aveva visto le foto della mano aperta durante l’intervento stentava a credere

Ecco, stavolta Super-Sofi dovrà frenarsi. Ancora Panzeri: “Un nuovo miracolo Goggia? Sarà meno fattibile, dovrà rispettare i tempi della guarigione biologica: non ci sono record da battere, si deve procedere passo dopo passo. Però sono fiducioso: è andato tutto bene”. Quaranta giorni di scarico e riposo, prima di passare alla fisioterapia.

Gianluca Rulfi, il c.t. delle donne ma anche una persona che sa parlare a Sofia nei momenti difficili, si aspetta di ritrovare “entro l’inizio dell’estate la leonessa che conosco”. Il momento è difficile anche sul piano sportivo: addio quinta Coppa del Mondo di discesa (guida la classifica) e ciao pure a quella di superG, che sperava di aggiungere alle quattro in bacheca.

Nel marzo 2021 Sofia, ancora reduce da infortunio, conquistò il globo di cristallo perché alle finali non si corse: eppure lei era pronta a rientrare. Oggi pare impossibile difendere gli 89 punti sulla Venier e i 141 sulla Gut-Behrami: “La mia rincorsa alla coppa termina qui”.

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