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Spari vicino alla Casa Bianca: attentatore ucciso dai Servizi Segreti

Pubblicato il 24 Maggio 2026

Paura a Washington durante le attività alla Casa Bianca

Momenti di forte tensione nella serata di ieri, sabato 23 maggio, nei pressi della Casa Bianca, dove un uomo armato ha aperto il fuoco contro gli agenti dei Servizi Segreti presenti a uno dei checkpoint dell’area. L’intervento immediato delle forze di sicurezza ha portato alla neutralizzazione dell’aggressore, successivamente morto in ospedale dopo essere stato colpito durante lo scontro a fuoco.

Al momento dell’accaduto, Donald Trump si trovava all’interno della Casa Bianca impegnato in riunioni con i suoi collaboratori sul dossier relativo all’Iran. Durante la sparatoria è rimasto ferito anche un civile che si trovava nelle vicinanze: secondo le prime informazioni, sarebbe ricoverato in gravi condizioni.

L’aggressore identificato come Nasir Best

Secondo quanto riportato dal New York Times, l’uomo coinvolto era Nasir Best, 21 anni, già conosciuto dalle forze dell’ordine per precedenti episodi legati alla sicurezza della Casa Bianca. In passato avrebbe infatti tentato più volte di avvicinarsi all’edificio presidenziale.

Trump ha commentato l’accaduto attraverso Truth, ringraziando gli agenti per il rapido intervento: “Ringraziamo i nostri straordinari Servizi Segreti e le Forze dell’Ordine per l’intervento rapido e professionale contro un uomo armato vicino alla Casa Bianca”.

Il presidente ha inoltre sottolineato la necessità di mantenere Washington come una delle aree più sicure del Paese, ricordando anche un altro recente episodio di violenza avvenuto durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca.

Il lockdown durante le dirette dei giornalisti

L’allarme è scattato intorno alle 18:10, mentre diversi giornalisti stavano trasmettendo in diretta dai giardini della Casa Bianca. Dopo i primi spari, è stato disposto immediatamente il lockdown dell’area e i cronisti sono stati accompagnati nella briefing room per motivi di sicurezza.

Nel frattempo, gli agenti dei Servizi Segreti hanno circondato la zona e avviato le operazioni di emergenza. La polizia ha successivamente recuperato l’arma utilizzata dall’aggressore, identificata come un revolver.

I precedenti del 21enne

Nasir Best era già stato arrestato nel giugno scorso dopo aver bloccato il passaggio di un veicolo nell’area est della Casa Bianca. In quell’occasione avrebbe dichiarato agli agenti di “essere Gesù Cristo” e di voler essere arrestato.

Dopo quell’episodio, un giudice aveva disposto un ordine restrittivo che gli impediva di avvicinarsi alla zona della Casa Bianca.

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