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Gli Stati Uniti vogliono annullare la legge sul diritto all’aborto

Pubblicato il 3 Maggio 2022

La Corte suprema intende votare per annullare la legge del 1973 che garantisce il diritto all’aborto negli Stati Uniti. Lo rivela Politico, che ha ottenuto in esclusiva una bozza scritta dal giudice Samuel Alito sul parere della maggioranza dei saggi.

aborto

Il documento è un ripudio “totale e fermo” della storica sentenza Roe vs Wade.

“Riteniamo che Roe v. Wade debba essere annullata”, si legge nella bozza intitolata Parere della Corte.

“È tempo di dare ascolto alla Costituzione e restituire la questione dell’aborto ai rappresentanti eletti del popolo”, si legge ancora nel documento.

La bozza è stata redatta a febbraio, riferiscono fonti informate a Politico.

I quattro giudici nominati dai repubblicani – Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett – hanno votato con Alito, anche lui nominato da un presidente del Gran Old Party, George W. Bush, nel 2005, per abolire il diritto all’aborto.

I tre giudici democratici Stephen Breyer, Sonia Sotomayor e Elena Kagan stanno lavorando aduna contro-bozza, riferiscono le fonti.
   

Non è chiaro come si schiererà il presidente della Corte suprema John Roberts, nominato sempre da Bush nel 2006 e che è considerato un moderato.

La Corte Suprema degli Stati Uniti è l’organo giudiziario più alto in grado del paese ed è composta da nove giudici, attualmente sei di orientamento conservatore e tre progressista. Il caso su cui si deve esprimere è considerato il più importante degli ultimi decenni sul tema e riguarda la richiesta dello stato del Mississippi di riconoscere la propria legge sull’aborto, che vieta l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane di gestazione nella maggior parte dei casi.

Negli Stati Uniti l’aborto è legale a livello federale grazie alla storica sentenza “Roe v. Wade” del 1973, ma non c’è una legge unica che ne regola le modalità in ciascuno stato. La Roe v. Wade è stata confermata in varie occasioni proprio dalla Corte Suprema e un’ulteriore sentenza del 1992 stabilisce il diritto ad abortire fino al momento in cui il feto può sopravvivere da solo fuori dall’utero, generalmente considerato attorno alle 24 settimane. La legge del Mississippi è in contrasto con queste sentenze: ora lo stato sta chiedendo alla Corte Suprema di respingerle e ribaltarle, sostenendo inoltre che ciascuno stato debba essere libero di decidere se e quando vietare l’aborto.

È la prima volta in tempi recenti che una bozza di una decisione della Corte viene diffusa pubblicamente mentre un caso è ancora sotto esame (Politico ha scritto di averla ricevuta da una persona al corrente del procedimento relativo al caso del Mississippi assieme ad altri dettagli e indicazioni che ne proverebbero l’autenticità). Il documento risale a febbraio, un periodo successivo alle prime discussioni sul caso, in cui i giudici avevano fatto capire di essere disposti ad accogliere le richieste del Mississippi.