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Taranto: Crisi commercio, consulta delegazioni dichiara stato di agitazione

Pubblicato il 9 Marzo, 2022

Per protestare contro l’immobilismo del Commissario prefettizio del Comune

Poche laconiche parole per rispondere alla nuova richiesta di aiuto delle imprese del commercio. Il Commissario prefettizio del Comune di Taranto ha preferito affidare a un asettico comunicato stampa la spiegazione di quella che più che una impossibilità, a tutti gli effetti apparirebbe come una indisponibilità dell’Amministrazione a interloquire con le rappresentanze delle imprese del commercio.

Ciò è quanto emerso nella consulta delle delegazioni territoriali di quartiere di Confcommercio (Borgo, Città Vecchia, Montegranaro, Talsano, Tamburi, Tre Carrare Solito) rappresentata dai referenti Salvatore Cafiero, Claudia Lacitignola, Giuseppe Spadafino, Stany Vitiello, Lelio Fanelli, presenti anche Alberto Mosca e il presidente di Federmoda Mario Raffo.

Il confronto con l’Amministrazione comunale si fa dunque sempre più difficile ed è evidente che pur nella ‘consapevolezza della difficoltà che soffre il comparto del commercio – come si legge nella nota stampa del Comune -, non è stata presa in considerazione la possibilità di avviare un percorso di interlocuzione costruttiva, finalizzato a ricercare soluzioni, a mettere in pista azioni e interventi concreti che potessero dare respiro al commercio di vicinato, dopo due anni davvero difficili tra pandemia, crisi economica locale, calo dei consumi, e da ultimo il caro energia.

Una situazione a fronte della quale le attività del commercio sin dall’insediamento della gestione commissariale del Comune hanno posto all’attenzione del dott. Vincenzo Cardellicchio  tre priorità: parcheggi, incentivi e servizi a supporto delle strade del commercio. Mancano inoltre,poco più di 15 giorni dalla data del 31 marzo, entro la quale scadrà pure l’esenzione del canone per l’occupazione del suolo pubblico, agevolazione della quale hanno beneficiato i pubblici esercizi.

Da parte del Comune, in oltre tre mesi di gestione commissariale, non vi è stato un solo intervento a favore del commercio di vicinato e tanto meno un qualsiasi segnale di attenzione o di apertura al dialogo, ma solo una sconcertante dichiarazione di presa d’atto della difficoltà che soffre il settore, come se bastasse una dichiarazione di solidarietà per compensare la crisi che sta investendo il commercio di vicinato.

Le attività del commercio non possono attendere che la gestione commissariale passi il testimone ai futuri amministratori che assumeranno la guida del Governo cittadino. Non c’è più tempo, come è stato ampiamente sottolineato nei giorni scorsi.

La  consulta delle delegazioni territoriali, facendosi interprete di quel malessere diffuso che denunciano i commercianti in ogni angolo della città e, su mandato dei rispettivi direttivi, dichiara lo stato di agitazione della categoria, e nel contempo annuncia che si stanno valutando le azioni da intraprendere. (CS)

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