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Taranto: Tragedia al Porto, muore operaio di 45 anni

Pubblicato il 22 Marzo, 2022

Incidente mortale sul lavoro nella mattinata di martedì 22 marzo a Taranto, intorno alle 8.00, al quarto sporgente del Porto. La vittima è Massimo De Vita, 45 anni, padre di due figli ed ex operaio TCT, impegnato con art. 17 all’interno della compagnia portuale Nuova Neptunia. A ucciderlo è stato un telaio di ferro improvvisamente sganciatosi mentre veniva calato in banchina da una nave che ha trasportato pale eoliche. Il luogo dove è avvenuto l’incidente mortale, in passato è stato già teatro di altre tragedie. Nell’aprile del 2021, Natalino Albano, giovane operaio della Peyrani Sud, impresa di movimentazione e trasporti, precipitò da una nave sulla banchina morendo sul colpo. Albano stava seguendo l’andamento del carico a bordo di pale eoliche.

BATTISTA: “INTOLLERABILE MORIRE PER LAVORO NEL 2022” “È intollerabile che nel 2022 si muoia ancora a causa del lavoro, Taranto piange l’ennesimo morto. Un incidente grave accaduto questa mattina al quarto sporgente, le cui dinamiche sono ancora in via di definizione, l’ennesima tragedia che colpisce la nostra città. Alla famiglia dell’operaio deceduto vanno le nostre più sentite condoglianze”. È il pensiero di Massimo Battista, candidato sindaco per Taranto.

MELUCCI: “FERMIAMOCI A RIFLETTERE” L’incidente di questa mattina al IV Sporgente, costato la vita a un giovane operatore portuale, ci mette di fronte alla necessità di fermarci e riflettere ancora sul tema della sicurezza sul lavoro. Riteniamo di dover sospendere le iniziative di alcun genere oggi, a cominciare dalla visita al primo cantiere del quartiere Tamburi. Alla famiglia e ai colleghi della giovane vittima giunga il nostro più sentito cordoglio”. Lo scrive, in una nota, Rinaldo Melucci, candidato sindaco per Taranto.

ACCIAIERIE D’ITALIA: “NESSUN COINVOLGIMENTO” – Con riferimento all’incidente avvenuto stamattina sullo sporgente numero 4 Lato Ponente del Porto di Taranto, Acciaierie d’Italia comunica di non avere alcun coinvolgimento nelle operazioni che hanno condotto a tale incidente, né direttamente né tramite attività svolte da appaltatori per conto di Acciaierie d’Italia. Acciaierie d’Italia comunica inoltre di non avere in gestione lo sporgente numero 4 Lato Ponente del Porto di Taranto.

PELUSO: “MORTI CHE NON VANNO ARCHIVIATE” – “Massimo De Vita non c’è più – dichiara Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto –, ma c’è una storia, la sua, e quella di Natalino Albano, morto quasi un anno fa a 300 metri dalla tragedia di oggi, e che non vogliamo più declinare al passato. Archiviarla tra le cose accadute e dimenticate. In questo momento le autorità incaricate delle indagini sull’incidente, stanno verificando le dinamiche, ma a quanto pare Massimo De Vita, operaio esperto anche per la sua decennale esperienza all’interno dell’ex Taranto Container Terminal, aveva appena iniziato il suo turno di lavoro”.

SOLAZZO (CISL TA BR): “INACCETTABILE STILLICIDIO” – L’incidente mortale sul lavoro verificatosi oggi al quarto sporgente del porto, allunga inesorabilmente l’elenco di vite spezzate a Taranto e nel Paese, nonostante le continue denunce sindacali sulla mancata sicurezza e motivate da una progressività di eventi che contrastano, in particolare, con la dignità della persona e del lavoro, principi valoriali della nostra Carta Costituzionale. clicca qui per continuare a leggere

CORDOGLIO SENATORE TURCO – “Esprimo il mio cordoglio alla famiglia dell’operaio Massimo De Vita, ex dipendente TCT, morto questa mattina mentre lavorava al quarto sporgente del porto di Taranto, a causa di un incidente risultato fatale. Il MoVimento 5 Stelle ritiene inammissibile l’ennesima morte bianca in un territorio che, purtroppo, risulta recidivo sotto questo profilo, e ribadisce con forza il suo impegno nel percorso mirato a garantire la totale sicurezza dei luoghi di lavoro in Italia”.

LABRIOLA (FI): “MORTE INTOLLERABILE” – “Oggi un operaio è morto al porto di Taranto, schiacciato da un telaio in ferro mentre erano in corso le operazioni di sbarco da una nave di pale eoliche. È intollerabile che nel 2022 si muoia ancora sul posto di lavoro, che dovrebbe essere invece un luogo sicuro. grande fiducia delle forze dell’ordine, auspico che presto si possano stabilire le eventuali responsabilità. Alla famiglia dell’operaio deceduto vanno le mie più sentite condoglianze”.

MINZERA: “SICUREZZA INSUFFICIENTE, GOVERNO INTERVENGA” – È davvero inconcepibile che a distanza di neanche un anno, da quando perse la vita Natalino Albano, un altro padre di famiglia perde la vita nello stesso luogo, è evidente che la sicurezza sui luoghi di lavoro è largamente insufficiente e su questo, invitiamo il governo a fare molto di più”. Dichiara Cosimo Minzera, segretario di Sinistra Italiana Taranto.

SALVATORE MATTIA: “LA SICUREZZA DEVE ESSERE PRIORITÀ” – “Lo Snalv Confsal si assoccia al dolore che ha colpito la famiglia De Vita, i suoi due bambini e tutti i suoi colleghi. Ho avuto modo di conoscere Massimo, era una bravissima persona. È stato un nostro ex associato sempre attento e umile. Che sia fatta chiarezza, la sicurezza deve essere una priorità delle istituzioni e dei datori di lavoro”, commenta Salvatore Mattia dello Snalv Confsal Taranto.