Pubblicato il 27 Agosto 2026
Avrebbe tentato di avvelenare lo zio di 74 anni con l’obiettivo di entrare in possesso dell’eredità. È questa l’accusa nei confronti di una donna di 38 anni, arrestata dai carabinieri a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria.
L’indagine partita dall’ospedale
Il provvedimento nei confronti della 38enne è stato eseguito il 21 agosto, al termine di un’indagine avviata pochi giorni prima.
Gli accertamenti erano infatti iniziati il 16 agosto, quando dall’ospedale di Casale Monferrato è partita una segnalazione relativa a una possibile manomissione delle sacche utilizzate per la terapia endovenosa dell’anziano.
La segnalazione ha fatto scattare immediatamente gli approfondimenti da parte dei carabinieri, che hanno iniziato a ricostruire quanto accaduto.
Le dosi massicce di benzodiazepine
Nel corso delle indagini sarebbe emerso che il 74enne era da tempo sottoposto alla somministrazione clandestina e prolungata di quantità elevate di benzodiazepine.
Una situazione che avrebbe avuto conseguenze sulla sua salute. Il 20 agosto l’uomo ha accusato un malore, tanto da rendere necessario il ricovero in ospedale.
Gli investigatori hanno quindi concentrato l’attenzione sulle modalità con cui i farmaci sarebbero stati somministrati e sulla persona che avrebbe avuto accesso alle terapie dell’anziano.
L’accusa e l’arresto
Gli accertamenti hanno portato all’individuazione della 38enne, ritenuta responsabile del tentativo di avvelenamento dello zio e sospettata di aver agito con l’obiettivo di ottenere l’eredità.
La donna è stata arrestata dai carabinieri il 21 agosto. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la vicenda e chiarire tutte le circostanze legate alla somministrazione dei farmaci.
Nei confronti dell’indagata resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

