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Milano

Ticket sanitari, dal 21 settembre cambiano le tariffe: cosa aumenta per visite ed esami

Pubblicato il 19 Settembre 2026

Dal 21 settembre 2026 entra in vigore il nuovo tariffario nazionale del Servizio sanitario, con una revisione degli importi relativi a visite specialistiche, esami diagnostici, prestazioni ambulatoriali e dispositivi protesici. Il provvedimento interessa complessivamente 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica.

L’aggiornamento prevede un incremento medio delle tariffe interessate di circa il 5,8%, ma questo dato non significa che i cittadini si troveranno automaticamente a pagare il 5,8% in più. Tariffa sanitaria e ticket non sono infatti la stessa cosa: la cifra effettivamente sostenuta dall’assistito dipende dalle regole regionali, dalle eventuali esenzioni e dai limiti previsti per la compartecipazione alla spesa.

Le nuove tariffe scattano dal 21 settembre

Il nuovo sistema riguarda le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale riconosce alle strutture pubbliche e a quelle private accreditate. La revisione arriva dopo il precedente aggiornamento del tariffario, al centro anche di ricorsi da parte delle strutture private e successivamente annullato dal Tar.

Per i cittadini, quindi, l’aumento dell’importo riconosciuto dal Ssn non coincide necessariamente con un identico aumento del ticket.

Quanto possono aumentare visite ed esami

Tra le prestazioni interessate ci sono diverse visite specialistiche. Una prima visita cardiologica, ad esempio, passa a una tariffa nazionale di 38 euro. In una Regione che applica il tetto ordinario di 36,15 euro per ricetta, tuttavia, il paziente non esente continuerebbe a pagare al massimo questa cifra.

Per l’agoaspirato della mammella, invece, l’importo può arrivare a 36,15 euro alle stesse condizioni. In altri casi gli incrementi sono più contenuti e, secondo le analisi disponibili, per molte prestazioni si tratta di circa un euro in più.

Il tetto del ticket resta un elemento decisivo

Una delle principali variabili per capire quanto spenderà realmente il paziente è il tetto massimo del ticket, che in molte Regioni resta fissato a 36,15 euro per ricetta.

Questo significa che, quando la somma delle tariffe delle prestazioni inserite nella stessa ricetta supera il limite previsto, l’assistito non paga automaticamente l’intero nuovo importo tariffario. Il meccanismo può quindi attenuare l’effetto degli aumenti.

Restano inoltre operative le esenzioni previste per determinate categorie di cittadini, comprese quelle legate a reddito, patologie croniche o rare e invalidità, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.

Molte prestazioni non subiranno aumenti

Il nuovo tariffario non comporta una revisione al rialzo generalizzata. Oltre otto prestazioni su dieci dovrebbero mantenere gli importi precedenti, secondo i dati riportati da RaiNews.

Tra le prestazioni che restano invariate figurano la visita specialistica di controllo, con una tariffa di 17,90 euro, la radiografia del torace, a 15,45 euro, l’ecografia dell’addome inferiore, a 37,80 euro, e l’ecografia ginecologica, a 30,95 euro.

Esami del sangue: cambia soprattutto il prelievo

Anche per numerosi esami di laboratorio gli importi restano invariati. Emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES rientrano tra gli esami per i quali non è previsto un cambiamento della tariffa indicata.

L’unico ritocco segnalato per questo gruppo riguarda il prelievo venoso, che aumenta di 50 centesimi. Anche in questo caso, però, il costo aggiuntivo può non tradursi in una maggiore spesa effettiva per chi raggiunge già il tetto massimo del ticket.

Cosa cambia davvero per i cittadini

La revisione del tariffario avrà quindi effetti differenti a seconda della prestazione richiesta, della Regione di appartenenza e della situazione dell’assistito.

Il 21 settembre non scatterà un aumento generalizzato del ticket per tutte le visite e tutti gli esami: alcune prestazioni subiranno un incremento, mentre molte altre resteranno invariate. Per conoscere la spesa effettiva sarà necessario considerare anche il limite regionale del ticket e l’eventuale presenza di un’esenzione.

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