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Treviso, 2 novembre: mons. Tomasi in cattedrale: “Scopriamo la forza tenace e quotidiana che scaturisce dalla Risurrezione di Cristo”

Ecco la sintesi dell’omelia che il vescovo di Treviso Michele Tomasi ha tenuto questa mattina in cattedrale a Treviso, nella giornata dedicata alla commemorazione dei defunti. Dopo la liturgia della Parola e la benedizione delle tombe vissuta ieri nel cimitero di San Lazzaro, oggi il Vescovo è tornato a riflettere sul senso del legame nella fede con i nostri cari che ci hanno preceduto.
“La fede nella Risurrezione è un baluardo contro il non senso e la rassegnazione” ha ricordato mons. Tomasi, che ha sottolineato anche che “è perché crediamo nel Dio della vita e a Lui ci affidiamo che possiamo prenderci cura delle relazioni della nostra esistenza, dei fratelli e delle sorelle, di tutto il creato. Ed è prendendoci cura senza riserve di un mondo in cui davvero ‘tutto è connesso’ che dimostriamo di affidarci autenticamente ad una speranza viva, che ci assicura che la morte è stata sconfitta e che è possibile ricevere in dono un bene duraturo, stabile, eterno”.

IL VESCOVO

2.11.2021 -“Se riuscissimo a vivere davvero della fede che i nostri cari che ci hanno preceduto non sono svaniti nel nulla ma vivono in Dio, e che in Lui noi siamo indissolubilmente legati a loro, se fosse questa speranza a dettare i nostri sentimenti, le nostre azioni, le nostre scelte, piccole e grandi, entreremmo fin d’ora nella gloria di Dio. Con i nostri stili di vita rinnovati, con un nuovo modo di agire, prendendoci cura davvero gli uni degli altri, agendo contro ogni manifestazione di peccato e di morte, permetteremmo anche a tutta la creazione di entrare nella nostra stessa nuova dimensione di vita, liberata dalla schiavitù del male. Ogni incontro, ogni responsabilità che ci assumiamo, ogni gesto di bene che compiamo possono essere vissuti nella prospettiva del giudizio finale”: lo ha detto oggi il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, nella messa per la commemorazione dei defunti, celebrata in cattedrale.

Dopo la liturgia della Parola e la benedizione delle tombe vissuta ieri nel cimitero di San Lazzaro, oggi il Vescovo è tornato a riflettere sul senso del legame nella fede con i nostri cari che ci hanno preceduto.

“Sono piccoli gesti, che hanno a che fare con le concrete condizioni di vita delle persone che incrociamo sul nostro cammino, decisioni apparentemente insignificanti che diventano cruciali per la vita di persone concrete e lo diventano poi anche per la nostra vita, per la nostra salvezza, per la vita eterna”, ha evidenziato il Vescovo, osservando che “è proprio questa attitudine di attenzione e di servizio alle ragioni della vita che dà sostanza e concretezza alla speranza che i nostri cari che ci hanno preceduto nella fede non sono svaniti nel nulla ma vivono in Dio e che in Lui noi siamo indissolubilmente legati a loro”.
“La fede nella Risurrezione, la speranza a cui siamo chiamati in Cristo Gesù è un baluardo contro il ‘non senso’ e la rassegnazione che di continuo rischiano di catturare i nostri cuori e le nostre menti” ha aggiunto mons. Tomasi. Ed “è perché crediamo nel Dio della vita e a Lui ci affidiamo che possiamo prenderci cura delle relazioni della nostra esistenza, dei fratelli e delle sorelle, di tutto il creato. Ed è prendendoci cura senza riserve di un mondo in cui davvero ‘tutto è connesso’ che dimostriamo di affidarci autenticamente ad una speranza viva, che ci assicura che la morte è stata sconfitta e che è possibile ricevere in dono un bene duraturo, stabile, eterno”.
“Lasciamo che sia lo Spirito del Risorto che è in noi a sussurrare e ad invocare il nome di ‘Abbà’ – Padre. Riusciremo a vedere la vita con occhi nuovi – ha concluso il Vescovo -, a prenderci cura di noi stessi, di ogni uomo e di ogni donna, del creato intero, della vita in tutte le sue forme, con tutte le sue esigenze. Scopriremo la forza quotidiana e tenace che scaturisce dalla Risurrezione di Cristo”.

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