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Trump all’Onu tra minacce, diplomazia e attacchi alle istituzioni

Pubblicato il 23 Settembre 2026

Il discorso del presidente americano

Donald Trump torna sul palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e pronuncia un intervento dai toni duri, nel quale rivendica i risultati della propria amministrazione e difende la linea adottata dagli Stati Uniti sulla scena internazionale.

Nel suo discorso, durato circa 37 minuti, il presidente americano ha alternato dichiarazioni sulla politica estera a critiche nei confronti di alcune istituzioni internazionali e a una lunga autocelebrazione dei risultati ottenuti dalla sua amministrazione.

Trump ha presentato gli Stati Uniti come “più forti che mai”, prima di passare in rassegna diversi dossier internazionali, dalla guerra in Ucraina alla crisi con l’Iran, fino ai rapporti con Cuba.

L’Iran e la minaccia di un nuovo conflitto

Uno dei passaggi più netti dell’intervento ha riguardato l’Iran. Trump ha dichiarato di trovarsi davanti a una scelta tra un accordo con Teheran e un’azione militare estremamente dura, arrivando a minacciare l’annientamento del Paese in assenza di un’intesa.

Il presidente americano ha anche sostenuto che un accordo potrebbe arrivare dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Parallelamente, però, ha confermato che Steve Witkoff e Jared Kushner hanno avuto contatti con rappresentanti iraniani, mantenendo quindi aperto anche il canale diplomatico.

Teheran, secondo quanto riferito dall’agenzia statale iraniana Irib, avrebbe indicato alcune condizioni per una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, tra cui la fine del blocco navale statunitense, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la conclusione delle operazioni militari sui diversi fronti.

Ucraina, Trump torna a parlare di pace

Nel suo intervento alle Nazioni Unite, Trump ha ribadito di voler arrivare a una soluzione per la guerra tra Russia e Ucraina.

Il presidente americano ha affermato che un accordo di pace potrebbe essere raggiunto prima di quanto molti pensino, pur senza indicare una scadenza precisa. Ha inoltre incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, descrivendo i rapporti tra i due come molto stretti.

La guerra resta comunque aperta: le Nazioni Unite hanno evidenziato come nei mesi precedenti si sia registrata una nuova intensificazione dei combattimenti e un aumento delle vittime civili.

Cuba nel mirino di Trump

Tra gli altri temi affrontati dal presidente americano c’è stato quello cubano. Trump ha definito Cuba uno Stato fallito e ha sostenuto che il sistema comunista dell’isola sia destinato a crollare.

Le sue dichiarazioni hanno provocato la reazione della delegazione cubana, che ha lasciato l’aula durante l’intervento.

Trump ha inoltre ribadito la linea dura della sua amministrazione nei confronti del governo dell’Avana, sostenendo che la pressione esercitata dagli Stati Uniti sia ormai particolarmente intensa.

Lo scontro con la Corte penale internazionale

Un altro capitolo del discorso ha riguardato la Corte penale internazionale (Cpi).

Trump ha attaccato duramente l’istituzione, sostenendo che gli Stati Uniti non debbano essere sottoposti alla sua giurisdizione e invitando i Paesi membri a prendere le distanze dalla Corte. Ha inoltre accusato l’organizzazione di avere un atteggiamento ostile nei confronti degli Stati Uniti.

L’intelligenza artificiale e il rifiuto di nuove regole

Trump ha dedicato spazio anche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il presidente americano ha respinto gli allarmi sui possibili rischi della tecnologia, definendoli esagerati, e ha ribadito la propria opposizione a nuove regolamentazioni che, secondo la sua impostazione, potrebbero frenare l’innovazione americana.

Trump ha inoltre annunciato di voler utilizzare l’espressione “super intelligence” al posto di “artificial intelligence” nei documenti del governo statunitense.

La posizione americana si contrappone a quella espressa dal segretario generale dell’Onu António Guterres, che ha invece chiesto maggiore cooperazione internazionale e strumenti di supervisione per affrontare i rischi associati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Le critiche alle Nazioni Unite

In chiusura, Trump ha rivolto nuove critiche direttamente alle Nazioni Unite, accusando l’organizzazione di sostenere un’agenda politica che considera incompatibile con gli interessi americani.

Il presidente ha insistito soprattutto sul tema della sovranità degli Stati Uniti, sostenendo che l’Onu non sia riuscita a imporre le proprie decisioni al governo americano.

Un intervento che ha quindi riunito alcuni dei temi ricorrenti della politica estera di Trump: pressione militare, negoziati diplomatici, difesa della sovranità nazionale e forte critica delle istituzioni internazionali.

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