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Ucraina: il primo processo a un militare russo accusato di crimini di guerra

Pubblicato il 13 Maggio, 2022

E’ cominciato a Kiev il primo processo per crimini di guerra che vede alla sbarra il primo soldato russo, il 21enne Vadim Shishimarin.


E’ accusato di “violazione delle leggi e dei costumi di guerra” per avere ucciso un civile nella regione di Sumy.

Rischia l’ergastolo, sottolinea l’agenzia Unian, ricordando che è il primo militare russo a comparire davanti a un tribunale ucraino.

Secondo le indagini ucraine il 28 febbraio a Chupakhivka, nella regione di Sumy, l’imputato ha sparato alla testa di un civile che stava andando in bicicletta lungo il ciglio di una strada, parlando al telefono.

L’uomo, un 62enne, è morto sul colpo a poche decine di metri dalla propria abitazione.

Ucraina
Recep Tayyip Erdogan

Intanto, per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato sarebbe “un errore come quello dell’ingresso della Grecia nell’Alleanza Atlantica”.

“Non voglio che si ripeta lo stesso errore commesso con l’adesione della Grecia”, ha affermato, accusando Stoccolma ed Helsinki di ‘”spitare terroristi del Pkk” il Partito dei Lavoratori del Kurdistan: “Non abbiamo un’opinione positiva”, ha insistito.

Anche il presidente russo Vladimir Putin e i membri del Consiglio di sicurezza russo hanno discusso delle potenziali minacce poste dalla decisione di Finlandia e Svezia di entrare nella Nato.

LA PREMIER FINLANDESE DA DRAGHI

E il primo ministro della Finlandia, Sanna Marin, mercoledì sarà a Palazzo Chigi per incontrare il premier Mario Draghi.

Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi. L’incontro dovrebbe tenersi in tarda mattinata.

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Sanna Marin

La commissaria ai Diritti umani del parlamento ucraino, Lyudmyla Denisova, ha affermato che più di 210.000 bambini ucraini sono stati deportati contro la loro volontà dai russi. Facevano parte degli 1,2 milioni di ucraini che Kiev afferma siano stati portati via dal loro paese con la forza. Parlando alla tv nazionale, Denisova ha affermato che “quando i nostri figli vengono deportati, si distrugge l’identità nazionale e si priva il nostro Paese del futuro”. Denisova non ha fornito prove a sostegno di queste cifre. Il Guardian, che riferisce della notizia, aggiunge che non è stato possibile verificarle in modo indipendente.

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